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LA NUOVA VENEZIA “Stadio, show di Brugnaro all’Ateneo Veneto”

Un vero show su stadio e dintorni, quello del sindaco Brugnaro, che ha monopolizzato l’atteso incontro di ieri organizzato dall’Ateneo Veneto. Un fiume di parole che non ha però fornito ai presenti alcun elemento di novità rispetto a quanto trapelato finora su tempi, iter e procedure relative al nuovo impianto di Tessera. Ne scrive in cronaca Roberta De Rossi per La Nuova Venezia. Nello sport Michele Contessa punta l’obiettivo su Francesco Cernuto, giunto alla sua quarta promozione in carriera, la seconda in arancioneroverde. Terzo posto infine, per le ragazze del VFC Women nel torneo internazionale di Maastricht:

Il sindaco Brugnaro all’Ateneo Veneto con il Calcio Venezia: sorgerà Tessera, dopo 63 anni dalle parole si passa ai fatti

«Lo stadio si farà, avanti con il progetto»

SOLO CALCIO NIENTE BASKET Si lavora da un anno per lo stadio, un albergo, negozi collegati e a una fermata ferroviaria. Niente palazzetto dello sport

di Roberta De Rossi

Invitato dall’Ateneo Veneto con i vertici del Venezia Fbc, soci e e giornalisti, a parlare di “Uno stadio per Venezia, idee e prospettive”, ieri, il sindaco Brugnaro ha confermato che si lavora per uno stadio a Tessera da 25 mila posti, con albergo, negozi sportivi, una fermata ferroviaria. Niente date: «Ci lavoriamo da un anno in silenzio, lo presenteremo quando sarà tutto pronto e lo farà la società come vorrà, perché lo sport è anche spettacolo». Poi ha spaziato irrefrenabile: «Se ne parla da 63 anni, ma non vi sentite presi in giro? A discutere sono stati bravissimi», ha attaccato, «è successo che i cittadini hanno votato un altro sindaco rispetto a chi riteneva lo sport una cosa da ricchi», «qui bisogna andar avanti: avanti col Cristo che la procesion se ingruma. Ci vuole che la classe dirigente prenda la sua responsabilità e noi lo facciamo». La premessa. L’Ateneo ha organizzato il confronto perché – come ha spiegato il presidente Guido Zucconi – «da sempre qui si parla dei problemi della città. Abbiamo la grande occasione di costruire uno stadio strutturato non solo per il calcio, ma anche per spettacoli, concerti: Venezia può passare da retroguardia ad avanguardia». Auspicio non raccolto, perché – hanno detto sindaco e Venezia Calcio – sarà uno stadio per il calcio, non altro. Lo sfogo. «Nemo propheta in patria, l’importante è che venga da fuori, parli tedesco, francese, se xe de qua, xe contadin», ha attaccato Brugnaro, «Zamparini è stato cacciato: aveva portato la seria A, i miliardi, ma qualcuno ha detto che non si doveva fare un supermercato: poi ne abbiamo fatti 4, 5 e la serie A se la sono vista a Palermo. Vogliamo contiuare così? Nel passato nessuno ci ha messo la faccia sul Calcio Venezia. Io ce l’ho messa, abbiamo scelto la società, chiesto un progetto e ce l’hanno fatto». Lo stadio. «Il Casinòche sapete in che razze di acque sia – ha un’immobiliare che ha terreni di proprietà a Tessera: andando verso l’aeroporto, a metà Tangenziale, a destra. Quell’area la vogliamo vendere, non regalare: cara, non carissima. Tutti bravi finora a far analisi, peccato che abbiano governato 30 anni. Abbiamo avuto filosofi, poeti, giornalisti, ma Venezia è stata costruita da gente che – scusate – aveva gli attributi: siamo eredi di quella storia. Noi cediamo i terreni a una compagine del Calcio Venezia, dove ci sarà lo stadio di circa 25 mila posti. Parliamo con tutte autorità, i controllori dell’aeroporto, la Regione, ma prima di tutto mettiamo i privati al centro, perché senza ritorno il calcio non vive. Così insieme allo stadio ci sarà l’albergo, un luogo di commercio molto particolare. Punto: non ci sarà altro. Uno stadio moderno, bello, non grandissimo a misura di città metropolitana. L’amministrazione è schieratissima su questo». Il nome? «Lo sceglierà la società, magari ci metteranno uno sponsor». Fermata ferroviaria e strade. Brugnaro ha poi aggiunto che d’intesa con la Regione, «chiederemo a Ferrovie di fare una fermata anche allo stadio della bretella aeroporto-stazione di Mestre. Dentro la delibera a favore dell’aeroporto c’è anche la liberatoria per utilizzare i 17 milioni per la viabilità per collegare quell’area alll’aeroporto, bloccati da anni di baruffe con tutti». Nessun palazzetto. A chi chiedeva del Palazzetto, il sindaco ha detto di aver «dato disposizioni di non fare nulla sennò dicono che sono in conflitto di interessi: io posso fare a meno di spendere 8/10 milioni l’anno per la Reyer, ma voi avete chiuso con il basket. Mi domando se sia ragionevolezza». Il Venezia Football Club. Davanti al dilagare del sindaco, i rappresentanti della società – nel ringraziarlo – non hanno aggiunto molto, non dando neppure le date delle quali avevano parlato nei giorni scorsi: il 2019. «Confermo che di uno stadio stiamo parlando, non è previsto altro: non c’è palazzetto. Stiamo lavorando con ingeneri e architetti», ha detto Alessandro Vasta (del Cda). «Non abbiamo nessun interesse a progetti extra sportivi», ha aggiunto il direttore Dante Scibilia, «le altre strutture serviranno solo per dare risorse per far crescere il progetto sportivo della società, focalizzato solo sullo sport». Rispondendo al termine dell’incontro a una domanda della consigliera 5 selle Sara Visman sul vincolo aeroportuale all’area, Scibilia ha detto che è stato ridotto da mille a 500 metri e che il progetto ne sarebbe così fuori. Il Baracca. «Anche per il Mestre ci abbiamo messo la faccia e anche qualche milione», ha detto Brugnaro, «il Baracca era stato dato a Est Capital, affarone per i soliti noti, per fare palazzine. Ce lo siamo ripresi e l’abbiamo dato alla società sportiva meritevole di fiducia». Poveglia. Per Brugnaro è un sassolino grosso e accusa i giornalisti: «Un matto voleva spendere 40 milioni per fare un ospedale a Poveglia e chi non lo scrive è colpevole e l’isola è ancora così, in mezzo ai topi. Quel matto non può più farlo perché è sindaco e in conflitto di interessi: trovevene un altro. I furbi, i geni che vol far le grisiole là: non discuto la buona fede, ma lì c’è un parco archeologico e edifici da salvare: servono 40 milioni».
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Prima l’area a San Giuliano, poi a Tessera. No al centro commerciale di Zamparini

La storia infinita, l’impianto resta un miraggio

di Roberta De Rossi

«Dello stadio se ne parla dal 1954: 63 anni di discussioni e disillusioni, ma nessuna prima pietra». Sintetizza così lo storico del Venezia Calcio Franco Bacciolo la storia infinita del “nuovo stadio”, ricostruita ieri all’Ateneo Veneto, insieme ai socie e storici Michele Gottardi e Giorgio Crovato. Il primo stadio venne realizzato nel 1903 in legno, nella barena di Sant’Elena: non per il calcio, ma per un raduno internazionale di ginnastica, che richiamò ben 25 mila persone. Aveva 3600 posti a sedere, migliaia in piedi – ha ricordato Crovato – caffè, ufficio postale e telegrafico. Un evento, in seguito al quale nacque quella fusione tra Reyer e Palestra Marziale che nel 1907 diede vita al Calcio Venezia. «Già allora si aprì il dibattito tra chi voleva lasciare Sant’Elena così com’era e chi realizzarci un impianto sportivo», ha sottolineato Gottardi. Alla fine il Venezia ottenne la concessione dal Demanio: 643 lire l’anno e lo sfalcio dell’erba. Il primo impianto la società lo realizzò nel 1913, ma fu il Regime fascista, nel 1926, a costruire lo stadio vero e proprio: in pietra d’Istria. Costò ben 800 mila lire. Nel 1931 venne intitolato all’aviatore Pierluigi Penzo. Dagli anni ’50 si inizia a parlare di uno stadio nuovo: il presidente della serie A Bennati lo voleva fare a Santa Marta. «Nel 1984 Venezia si candidò per i Mondiali del 1990, proponendo l’area di San Giuliano», rammenta Bacciolo, ma fu bocciata. Nel 1987 si guarda per la prima volta a Tessera: l’architetto del Comune Franco Bortoluzzi firma un progetto da 50 mila spettatori. Nel 1991 è la Fiat Engineering ad annunciare uno stadio con ponti e canali; del 1992 il progetto di Giorgio Lombardi. Nel 1998, il presidente Zamparini compera i terreni a Tessera e presenta il progetto di Stadio Marco Polo, con una conferenza stampa mondiale: ma voleva farci anche un centro commerciale e l’opposizione in Comune fu netta. Così nel 2002 – venduta l’area al Casinò – prese i giocatori e li trasferì a Palermo. Nel 2006 il sindaco Costa presentò un nuovo progetto, firmato da Laurence Nield: ma c’era una torre e l’Enac lo bloccò. Del 2013 il Venice Green Stadium del presidente Korablin, poi fallito. Ora tocca a Tacopina e Brugnaro.
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Calcio, il difensore gioisce per il salto del Venezia in Serie B
«Nessuno poteva immaginarlo. E ora vogliamo la Coppa»

Quarta promozione
di talisman Cernuto
«È una liberazione»

di Michele Contessa

Ciccio fa poker, a soli 25 anni. Francesco Cernuto ha festeggiato sabato la sua quarta promozione in sette stagioni. Due con il Treviso dal 2010 al 2012, dalla Serie D alla Serie C/1, due con il Venezia dal 2015 al 2017, dalla Serie D alla Serie B. Due doppiette per il centrale difensivo di Milazzo, testimonianza residua dell’era russa che ha vinto nel biennio a stelle e strisce. Un fedelissimo, tanto che la scorsa estate il Venezia ha potuto inserirlo fuori dalla lista dei 16 over essendogli stato riconosciuto lo status di “giocatore bandiera”. «Sono stati 4 anni incredibili per emozioni, sensazioni, risultati», ha ammesso il difensore siciliano, «da sabato mi sento più libero, oltre che felice. Dalla discesa senza freni alla risalita in pochissimi mesi. Nemmeno il più ottimista tra di noi poteva immaginarlo nell’estate del 2015». Cernuto è uno dei pochi superstiti della promozione in Lega Pro. «Due anni fa ci era stato presentato un progetto ambizioso, lo abbiamo sposato perché ci veniva illustrato da una persona come Giorgio Perinetti. Quando siamo saliti a Piancavallo eravamo senza contratto, ma con la tranquillità dettata dalla presenza del direttore come garanzia». Una splendida cavalcata culminata con la promozione. «L’inizio è stato un po’ in salita, ma c’erano tantissimi giocatori nuovi, da quando è ripreso il campionato a fine gennaio il nostro ritmo ha stroncato tutte le pretendenti alla Serie B. Quando mi sono reso conto della coesione e della compattezza del gruppo, ho iniziato a pensare seriamente che la promozione difficilmente ci sarebbe sfuggita». E Cernuto è sulla strada della riconferma, come ha anticipato anche Giorgio Perinetti. «È da un po’ che stiamo parlando del rinnovo», ha ammesso Cernuto, «siamo a buon punto». Oggi pomeriggio il Venezia ritorna ad allenarsi al Taliercio. «La stagione non è ancora terminata, anzi. Ha ragione il mister, ci sono Coppa Italia e Supercoppa Italiana da provare a vincere». Domenica. Niente anticipo a sabato pomeriggio per il Venezia, la partita di Gubbio, si giocherà come da calendario domenica 23 aprile con inizio alle ore 16.30, come da programma. Abbraccio. Vicini, dall’inizio alla fine, e venerdì sera i tifosi della curva Sud Venezia Mestre hanno organizzato i festeggiamenti a Inzaghi e ai suoi giocatori. Il ritrovo è al Taliercio alle ore 18, dove saranno allestiti alcuni stand con la vendita di magliette e sciarpe, e distribuzione di panini e bibite. Poi alle 19 inizierà la “festa” con staff e giocatori chiamati in campo, uno a uno, da Paolo Zago, la “voce” storica del Penzo. «Portiamo la curva Sud al Taliercio con sciarpe, stendardi e striscioni», è l’invito ai tifosi, «coloriamo via Cavergnago di arancioverde. Partecipate e passate parola, è la nostra festa». Coppa Italia. Attiva la prevendita per la finale di ritorno di Coppa Italia contro il Matera, in programma mercoledì 26 aprile al Penzo (inizio ore 17, all’andata i lucani si sono imposti per 1-0). Questi i prezzi, Tribuna Vip 28 euro in prevendita, 35 euro botteghino, Tribuna laterale 20 euro in prevendita, 25 al botteghino, tribuna Valeria Solesin 16 euro in prevendita, 18 euro al botteghino, curva Sud 13 euro in prevendita, 15 euro al botteghino, curva Ospiti 13 euro in prevendita, 15 euro al botteghino.

CALCIO FEMMINILE

Il Venezia Women è terzo a Maastricht

Il Venezia Woman Fc ha chiuso al terzo posto il prestigioso torneo internazionale Girls Cup di Maastricht, al quale hanno partecipato 60 formazioni provenienti da tutta Europa. Le ragazze di Vanessa Vio hanno superato il primo turno battendo le francesi del Ploermel (4-0), le olandesi del VV Keer (4-1) e l’altra compagine olandese dell’Alphense Boys (4-0), garantendosi l’accesso ai quarti di finale nei quali si sono imposte si misura (1-0) sulle danesi del Brabrand, ma poi in semifinale si sono arrese alle forti danesi del Kolding Boldklub, che poi avrebbero vinto il torneo. Nella finale per il terzo posto il Venezia ha superato (2-1) le tedesche del TSV Bemerode conquistando un risultato insperato alla partenza. Domenica prossima le under 12 si giocheranno ad Asolo la qualificazione alle finali nazionali della Danone Cup (il Mundialito femminile) sfidando Hellas Verona, Condor Sant’Angelo, Vicenza e Obi Brixen.