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LA NUOVA VENEZIA “Tre punti pesanti, tanto per cominciare”

Doppia pagina anche per La Nuova Venezia sulla vittoria arancioneroverde contro il Forlì. Cronaca e interviste di Carlo Cruccu, pagelle e intervieste di Michele Contessa.

Il Venezia supera il Forlì grazie a una rete di Fabiano al 21′

Buona la vittoria, lo spettacolo verrà

di Carlo Cruccu

E siamo di nuovo qui, stessa spiaggia stesso mare, stesso stadio e stessa speranza, quella di vedere un Venezia che cresce e che corre verso l’alto. Il Venezia corre. Accidenti se corre. E’ vero che si mette in tasca i tre punti con il risultato striminzito per eccellenza, 1-0 e via andare, ma la vittoria è limpida e pulita, metterla in discussione vorrebbe dire fare gli accontentabili per dispetto. Intanto i tre punti, per il resto ci sono altre 37 partite. Segna Fabiano, che punta pura non è, una freccia in più per l’arco, il bersaglio è chiaro. Il Forlì? Cade in piedi. Due parole anche sul vecchio Penzo. Tanti lo vogliono in pensione, magari anni e contributi di emozioni anche ci sono, ma il suo fascino resta invariato, valida l’idea di riaprire i distinti, pieni a centro e con i vuoti coperti dalla pubblicità, riprende tono, colore e tanta voce anche la curva sud, la tribuna bene o male si riempie e se poi ci sono sempre gli stessi anche questo è un buon segno. Inzaghi sempre in piedi, urla e si sbraccia, giudicare il suo lavoro dopo una partita non ha senso, ma la squadra propone un gioco frizzante, veloce, mostra una certa propensione ad applicare qualcosa studiato in settimana. Non è un caso se al primo corner (12’) nasce la prima occasione, con Modolo che va in tuffo di testa (a dirla tutta, la difesa romagnola pare in modalità piadina) e chiama il portiere Turrin ad altrettanto volo. Poi arriva il secondo corner (22’), Pederzoli rasoterra sul primo palo, Ferrari va incontro e uncina un pallone in mezzo dove Fabiano mette la fronte e firma l’1-0. Questo gol è frutto di uno schema, del lavoro, e crea la base per guardare avanti con fiducia. Poi c’è da dire che se facciamo il conto delle palle gol i sorrisi spariscono, il Venezia ne crea tantissime, Ferrari si scatena e prova da dentro, da fuori, in corsa, bell’attaccante l’ex Lanciano ma i minuti scorrono e l’1-0 teoricamente lascia aperto l’esito finale. Teoricamente, sì, perché in realtà il Forlì non è mai pericoloso, cerca di imbastire qualcosa nel secondo tempo, ma non si può dire che Facchin abbia passato brutti momenti. Siamo nel secondo tempo e poco dopo la mezzora arriva anche il gol di Tonelli, e per un attimo l’afa diventa gelo, ma Bardelloni per fare l’assist monta in groppa a Modolo e l’arbitro vede. E giustamente annulla. Inzaghi, sangue d’attaccante, manda dentro Marsura e poi anche Geijo, il reparto trova più peso, costruisce ancora, ma il risultato pare fissato con i chiodi. Il caldo consuma le energie e rientra nella normalità vedere che la velocità cala. Acquadro alterna qualche bel pallone a qualche appoggio senza misura, Bentivoglio ha delle idee da categoria superiore, insomma matura l’idea che il Venezia visto in questa calda serata di fine agosto abbia qualità e allo stesso tempo non le abbia mostrate tutte. E adesso si può pensare al Mantova.

LE PAGELLE

FERRARI E FABIANO SONO I MIGLIORI. SOLO UN’INSUFFICIENZA

di Michele Contessa

FACCHIN: un’uscita e un paio di rinvii nel primo tempo, ordinaria amministrazione nella ripresa. Voto: 6.
LUCIANI: spinge sulla destra, tanto slancio, attento in fase difensiva, rischia nella ripresa su Bardelloni lasciando sfilare il pallone. Voto: 6.
DOMIZZI: dà tranquillità al reparto, da vero capitano, chiude su Bardelloni, sempre battuto nel gioco aereo, nel finale gestisce qualche situazione scabrosa senza mai perdere la tranquillità. Voto: 6,5.
MODOLO: va vicino al gol con una zuccata perentoria, ribattuta da Turrin, bel duello con Bardelloni, non sbaglia un colpo dentro l’area. Voto: 6,5.
GAROFALO: primi venti minuti a stantuffo sulla fascia, tanti cross e tanti servizi, nella ripresa pensa più a contenere Tonelli. Voto: 6.
ACQUADRO: fa fatica a decollare in mezzo al campo, poi tanta legna, fino a quando non deve dare forfait per i crampi, come a Santarcangelo. Voto: 6.
SOLIGO: sfiora il raddoppio di testa, va ad aggredire ogni avversario in possesso di pallone, concreto. Voto: 6,5.
PEDERZOLI: non segna su punizione, ma dal suo piede parte il corner che porta al gol di Fabiano. Gestisce i ritmi nella ripresa, trovando però pochi varchi per i lanci in profondità. Voto: 6.
BENTIVOGLIO: porta troppo il pallone in avvio, ma è in tutte le azioni più pericolose del Venezia, macina chilometri su chilometri, nel finale si affida all’esperienza per contenere l’esuberanza dei romagnoli. Voto: 6,5.
FABIANO: svetta nell’area piccola sull’assist di Ferrari, la sua testata sblocca il punteggio, stantuffo inesauribile, nell’ultimo quarto d’ora va vicinissimo alla doppietta personale, il suo sinistro lambisce il palo, anche lui nel finale deve pensare a contenere gli avversari. Voto: 7.
FERRARI: centravanti vero, primo tempo da favola, impegna Turrin in girata, smista l’assist per Fabiano, e sfiora il gol in un paio di occasioni, punto di riferimento per i compagni, gioca a tutto campo. Grida vendetta solo la palla-gol fallita a inizio ripresa. Voto: 7.
GEIJO: primi minuti per l’ex udinese, non gli si può chiedere la luna dopo l’infortunio, servirà tempo: n.g..
TORTORI: prova a pungere in velocità, ci riesce poche volte nel primo tempo, Inzaghi lo sostituisce con Marsura: Voto: 5,5.
MARSURA: entra subito in partita, impegna Turrin un paio di minuti dopo essere entrato in campo, fa ammonire Cammaroto, poi si spegne e nel finale deve anche pensare alla fase difensiva: Voto: 6.

Il mister è soddisfatto del risultato anche se non gli è piaciuto l’ultimo quarto d’ora: «Abbiamo perso il pallino del gioco, vorrei una squadra ancora più veloce»

Inzaghi: «Sono tre punti pesanti ma si può fare meglio»

di Carlo Cruccu

Un sorriso in casa Inzaghi. Il Venezia batte il Forlì, inizio con il piede giusto, per goleade e spettacolo c’è ancora tempo e intanto i tre punti in saccoccia fanno un dolce tintinnio. L’intervista è un mordi e fuggi, Inzaghi in sala stampa ha la stessa rapidità che usava nell’area piccola degli avversari. Specialità l’anticipo, dunque il tecnico piacentino anticipa la prima domanda.
«Nell’ultimo quarto d’ora abbiamo sofferto un pochino», attacca Inzaghi, «sofferto non tanto perché il Forlì abbia creato veri e propri pericoli, quanto piuttosto perché abbiamo perso il pallino del gioco. Abbiamo comandato le operazioni per più di un’ora, poi siamo calati e la palla l’hanno avuta più loro».
Una pausa e una aggiunta: «Penso che sarete d’accordo, Facchin non ha avuto parate da fare».
D’accordissimo. Parliamo dell’importanza dei tre punti.
«Grande importanza, punti pesanti, soprattutto in questo campionato così equilibrato. Il nostro è un girone diverso dagli altri due, da noi ci sono almeno nove-dieci squadre che se la giocano. Lo sapete che il Santarcangelo ha dato tre palloni alla Feralpi Salò?».
Ad un primo confronto con il Venezia precedente si è avuta la sensazione di una squadra dotata di maggior velocità.
«Se vedete delle differenze in meglio sono contento», riprende Inzaghi, «però vi dico anche che di velocità nel nostro gioco ne vorrei di più. Possiamo giocare più veloci, certo, ma non possono pretenderlo dopo una giornata. Finora è stato fatto un buon lavoro anche sul piano atletico, ma non siamo nella condizione ottimale. Mi preoccuperei se lo fossimo adesso, troppo presto». Bel lavoro sul gol, uno schema sicuramente, provato e riprovato in allenamento. Inzaghi abbozza un sorriso e poi si fa serio. «Dobbiamo proprio parlare dei nostri schemi? Lasciamo stare, meglio passare inosservati, altrimenti gli avversari imparano troppo presto le contromisure. Comunque in settimana si lavora, e anche sodo. I ragazzi hanno entusiasmo, mi piace lo spirito finora dimostrato. Per il resto, ricordatevi che al giorno d’oggi il 70% dei gol, sia quelli che fai sia quelli che prendi, arrivano da palla inattiva».
Una parentesi per riverere qualche sensazione della prima di campionato, nello stadio di casa.
«Bene, direi bene. Trovo giusto anche ringraziare i tifosi, ci hanno aiutato, ci hanno spinto all’inizio e hanno capito, nel finale, che avevamo qualche momento difficile. Il loro sostegno non è mai mancato, dal primo all’ultimo minuto».
Insomma unica pecca quel 2-0 che non è arrivato e che quindi non ha chiuso i conti in anticipo.
«Questo è vero, l’ho ammesso anche prima, però mi va bene anche vedere che la squadra ha saputo costruire occasioni, il raddoppio l’ha sfiorato più volte. Ferrari ha fatto una buona partita, ma qualche volta in più poteva tirare. Anche nell’occasione del gol, ottimo l’assist a Fabiano, ma poteva tirare subito».

PAROLA AI GIOCATORI

Fabiano: «Ho dovuto solo spingere la palla»

di Michele Contessa

«Grande palla, ho dovuto spingerla dentro». Gianni Fabiano ha piazzato la zuccata vincente, spingendo il Venezia verso la vittoria.
«Ho bruciato sul tempo i centrali del Forlì. Schema? Di sicuro non proviamo schemi con Fabiano che finalizza di testa», ha aggiunto ridendo l’attaccante arancioneroverde, «sulle palle inattive andiamo a turno. Ero al posto giusto. Avevo segnato di testa lo scorso anno in serie D, ma questo è il mio primo gol non di piede tra i professionisti».
Come in Coppa Italia, il Venezia è partito con il piede giusto.
«Volevamo i tre punti anche in campionato, abbiamo avuto le occasioni per chiudere la partita, sia io che Ferrari potevamo raddoppiare. Quel che conta è creare le occasioni, in fin dei conti dietro non abbiamo sofferto nulla».
Sulla fascia destra, Inzaghi ha preferito Luciani a Cernuto, e il terzino ha cercato di assolvere ai compiti datigli dal tecnico.
«Nel primo tempo il Venezia ha dominato la partita», ha spiegato il difensore, «potevamo sbloccare subito la gara con Modolo, poi è arrivato il gol di Fabiano. Ho cercato di spingere, perché il mister vuole che entrambi i terzini vadano a crossare, qualche volta ci sono riuscito, altre meno, ma sono soddisfatto visto che non giocavo 90′ da tanto tempo e alla fine ho accusato un po’ i crampi. Volevamo iniziare con il piede giusto, ci siamo riusciti».
Prima di Fabiano, anche Marco Modolo è andato vicinissimo al gol.
«Ho colpito bene, forse anche troppo bene, ma è stato bravo anche il portiere del Forlì a ribattere il mio colpo di testa».
Venezia che parte con una vittoria.
«Sì, contano i tre punti, anche con il Forlì abbiamo avuto la prova che non esistono partite scontate, nel finale abbiamo accusato un po’ la stanchezza e i romagnoli si sono schierati con il 4-2-4. Siamo riusciti a controllare bene il Forlì, non abbiamo mai sofferto e Facchin non ha dovuto compiere grandi parate».

L’AVVERSARIO

Gadda: «Il gol annullato è giusto ma c’era un rigore su Bardelloni»

di Alessandro Ragazzo

Prima partita andata male, ma forse è meglio aver incontrato subito il Venezia. Il Forlì sa che dovrà affrontare una stagione dove dovrà lottare per non retrocedere, ma Massimo Gadda, nonostante la sconfitta al Penzo, guarda il bicchiere mezzo pieno.
«Siamo una realtà piccola catapultata in questo torneo», dice il tecnico, «ma credo che abbiamo le risorse per dire la nostra e fare bene. Certo, il Venezia è una buona squadra ed è tra le favorite del campionato».
Un finale in crescendo per il Forlì, dove nel primo tempo ha patito l’aggressività del Venezia, anche se poi ha avuto poche palle nitide per pareggiare.
«Forse il gol annullato a Tonelli ci poteva stare vista la spinta subita dal difensore veneziano», continua Gadda, «ma mi dicono di un fallo in area subito da Bardelloni. Abbiamo disputato un buon incontro, all’inizio siamo stati un po’ timidi, esendo giovani ed esordienti ma piano piano siamo cresciuti. Usciamo a testa alta, una sconfitta alla prima di campionato ci può stare ma guardiamo avanti. Anche perché ho avuto delle risposte positive dai ragazzi e negli ultimi 20-25 minuti siamo riusciti a guadagnare diverso campo».