News da VeneziaUnited

Tutto quello che c'è da sapere sul Venezia Football Club raccontato da VeneziaUnited

LA NUOVA VENEZIA “Tutto come prima in vetta, bene così”

La copertina dell’inserto sportivo e ben tre pagine all’interno dedicate alla partitissima del Penzo, Molto da leggere su La Nuova Venezia di oggi per i tifosi arancioneroverdi. Il punto e la cronaca sono di Carlo Cruccu, le interviste agli allenatori e le pagelle di Simone Bianchi che firma anche il pezzo dedicat sulle coreografie dei tifosi. Di Alessandro Ragazzo le interviste a Tacopina ed ai giocatori ed un articolo sui deprecabili tafferugli avvenuti in città prima della partita:

Il pareggio in casa con il Parma non provoca scosse alla classifica

Venezia, avanti a piccoli passi

Una squadra che deve giocare con serenità

IL PUNTO di Carlo Cruccu

Il vantaggio sul Parma rimane invariato, il Pordenone non ne ha approfittato e per arrivare al traguardo c’è uno scoglio in meno da superare. Una domenica cominciata malissimo per il Venezia alla fine si risolve in una giornata senza danni. Chi sta attento a questi segnali non può non tenerne conto. Ma al di là delle considerazioni tecniche e tattiche di una partita, quella con il Parma, che ha regalato prestigio alla categoria, non si può tralasciare un aspetto che ha fatto sentire il suo peso nel giorno forse più importante della stagione: troppe aspettative, troppa tensione attorno a una sfida che comunque fosse andata a finire non avrebbe deciso il campionato. E infatti. Inzaghi se ne è accorto venerdì e lo ha detto in conferenza stampa («Importante, ma non decisiva», anche nel nostro titolo), ma i continui appelli ai tifosi, alle adunate oceaniche, alle prove di maturità eccetera hanno finito per pesare sulla testa dei giocatori, che sono entrati in campo particolarmente nervosi, contratti, al punto di commettere qualche errore altre volte insolito. La piazza di Venezia è tranquilla, i tifosi lasciano lavorare in serenità, la stampa è soft e non ci sono decine di radio e televisioni che gracchiano a tutte le ore alimentando polemiche. Qui a Venezia e a Mestre c’è tanta voglia di ritornare al grande calcio, Tacopina è partito con il piede giusto, lo stadio bello è pieno. Avanti con serenità.

nuova300117

Il Parma si fa ammirare ma non gestisce il doppio vantaggio del primo tempo. Moreo e Geijo firmano la rimonta

Venezia, sonno e risveglio: il 2-2 è buono

di Carlo Cruccu

Per come si era messa, al Venezia può andar bene così. Esci dal naufragio della prima mezzora prendendo due sberloni dal Parma e poi, alla fine, chiudi con un bel 2-2 che ti mantiene il primo posto in classifica: cosa vuoi di più? In realtà dietro il risultato si nascondono alcuni errori, alcune interpretazioni sbagliate, o quantomeno discutibili. Chi ha buttato via la partita? Il Parma che aveva due gol di vantaggio e non li ha amministrati o il Venezia che ha giocato mezza partita con un uomo in più, senza riuscire a vincere? In attesa della sentenza dei posteri, ecco una partita comunque piacevole, giocata in una splendida cornice di tifo, con due curve che meritano di meglio della Lega Pro. Una partita giocata da due belle squadre, giusto per farci dire che la classifica non è bugiarda. Se il Venezia dopo 18 minuti si trova sullo 0-2 comunque non è un caso. Il Parma ha sulla destra l’uomo chiave, Nocciolini, al rientro, ma il Venezia non se ne accorge. Gli lascia libertà, Garofalo lo aspetta anzichè stroncarlo e non riceve aiuto da un centrocampo a tre molto accentrato e che quindi lascia spazio sull’out destro. Nocciolini confeziona l’assist per il gol di Baraye (15’), cross pennellato e testa-gol dell’ex monzese, e poi va a firmare il secondo (18’) raccogliendo un pallone che arriva da sinistra, aggirando Garofalo e piazzando un sinistro a fil di palo, imparabile per Facchin. A questo punto Inzaghi interviene, deve attaccare per cui rinforza l’out destro con Fabris ma soprattutto avanza di quei sette-dieci metri Garofalo, che va a prendersi Nocciolini sulla trequarti. Tanta buona volontà di Garofalo, che cerca il riscatto con una botta da fuori ma stavolta non la azzecca mai con i suoi preziosi cross. Canini morde troppo (battuta scontata…), diciamo che picchia più del lecito e non finisce il primo tempo. Due gialli valgono il rosso un attimo prima dell’intervallo. E nel secondo tempo il Parma indieci rinuncia a Baraye e poi allo stesso Nocciolini, che ha finito l’energia. Sicchè il Parma finisce schiacciato, in affanno e in dieci. Cross di Fabris e gol di Moreo (50’), partita riaperta e Parma che non passa la metacampo perchè Calaiò è più solo di un naufrago e se la palla gli arriva vicino Domizzi non fa passare. Ma anche gli spazi nella difesa del Parma si stringono, e il modulo dei crociati si disegna da solo con un 5-3-1. Nell’assalto del Venezia, con il cuore superiore alla testa, emerge il mestriere del Parma. Straordinario Lucarelli, ammirato come grande professionista nella triste vicenda societaria del Parma di due anni fa, ma da ammirare anche come ancora grande calciatore, regista difensivo impeccabile sulla soglia delle quaranta primavere. Il pari comunque sarebbe il risultato giusto e si concretizza vicino al gong quando una deviazione di Geijo viene parata da Saporetti. Tira e segna l’ottimo Geijo, 2-2 che non fa schifo a nessuno anche se lascia rimpianti a tutti. Volete due righe sull’arbitro? Partita difficile, nervosa, giusti espulsione e rigore, inspiegabile avarizia nel concedere solo 3’ di recupero in una partita costellata di proteste, falsi infortuni e infinite meditazioni prima delle rimesse dal fondo. Distrazione, freddo o treno in partenza?

IL TABELLINO

VENEZIA (4-3-3) Facchin; Malomo (38’ p.t. Fabris), Modolo, Domizzi, Garofalo; Acquadro (1’ s.t. Marsura), Stulac, Soligo; Caccavallo (31’ s.t. Tortori), Geijo, Moreo. A disposizione: Vicario, Sambo, Galli, Bentivoglio, Fabiano, Ferrari, Pellicanò, Cernuto, Zampano. Allenatore: Filippo Inzaghi.

PARMA (4-3-2-1) Frattali; Mazzocchi, Canini, Lucarelli, Nunzella; Munari, Scozzarella (44’ s.t. Corapi), Scavone; Nocciolini (10’ s.t. Benassi), Baraye (1’ s.t. Saporetti), Calaiò. A disposizione: Zommers, Miglietta, Giorgino, Guazzo, Ricci, Simonetta, Messina, Edera, Fall. Allenatore: Roberto D’Aversa

Arbitro: Francesco Guccini di Albano Laziale (assistenti Trovatelli di Pistoia e Bercigli di Valdarno)

Reti: p.t. 15’ Baraye, 18’ Nocciolini; s.t. 5’ Moreo, 43’ Geijo (rigore)

Note: spettatori paganti 4.543, abbonati 1.111, per un totale di 5.654 presenti. Espulso al 46’ p.t. Canini per doppia ammonizione. Ammoniti anche Nunzella, Calaiò, Acquadro e Frattali. Calci d’angolo 7-1 per il Venezia. Recupero: 2’ e 3’.

Geijo lotta su tutti i palloni
Malomo soffre fino al cambio

LE PAGELLE di Simone Bianchi

Facchin 6: una sola parata nella ripresa, nessuna responsabilità sui gol del Parma, la solita grinta per caricare la squadra nei momenti difficili. Malomo 5: fin dall’inizio soffre la velocità di Baraye ed è in ritardo sul primo gol degli emiliani. Inzaghi gli preferisce Fabris già prima dell’intervallo. Fabris 6,5: impiega un po’ a carburare, poi dal suo piede parte il suggerimento per la testa di Moreo e più volte Nunzella deve ricorrere al fallo per fermarlo. Qualche volta però esagera. Modolo 7: il duello con Calaiò è da uomini duri, specie nella prima parte di gara, e una diagonale perfetta evita al Venezia il tracollo sullo 0-2. Domizzi 6,5: si disimpegna con eleganza e, quando serve, fa saggiare il fisico. Ne sanno qualcosa Calaiò e Munari. Garofalo 6,5: lascia troppo spazio a Nocciolini in avvio di partita, poi cresce di rendimento con il Parma in dieci, colpisce una traversa e si propone su entrambe le fasce per la giocata vincente. Acquadro 5,5: un tempo a disposizione, non fa molto rispetto ai suoi standard, però si becca un cartellino giallo che comporterà un turno di squalifica contro l’Ancona. Marsura 5,5: poteva essere l’arma in più nella ripresa, ma alla fine lo si è rivisto nella versione dribblomane. Poco pericoloso, crea comunque confusione nella retroguardia gialloblù. Stulac 6: non vede la porta pur cercandola più volte, con meno pressione costruisce gioco ma a tratti va in difficoltà. Soligo 6,5: il recupero di palloni è la sua missione, fa sentire la leadership in mezzo al campo, e purtroppo il gol lo sfiora soltanto. Caccavallo 5: molto movimento, certo, ma non ne azzecca una nei cross o tirando in porta. Sostituito troppo tardi da Inzaghi. Tortori 6,5: vivacizza la manovra nella parte più calda della partita, quel che ci voleva per andare alla carica e trovare il pareggio. Geijo 7,5: ha una marcia in più, i difensori lo fermano solo con le maniere forti, ed è giusto che sia lui a trasformare il rigore che vale il pari. Presente in tutte le azioni più pericolose. Moreo 6,5: tanto lavoro oscuro sulle fasce e, quando serve, la zampata che avvia la rimonta del Venezia ce la mette lui.

Il tecnico sottolinea il vantaggio negli scontri diretti. D’Aversa: «Bene, ma un po’ di rammarico»

Inzaghi: «Imbattuti contro un Parma fortissimo»

di Simone Bianchi

Filippo Inzaghi può tirare un sospiro di sollievo. «Questo risultato ci permette di mantenere i tre punti di vantaggio sul Parma, ma anche quello nello scontro diretto nel computo delle due sfide di campionato» è il primo aspetto sottolineato nel dopo gara. E poi il tecnico del Venezia non risparmia lodi agli avversari. «Il Parma è uno squadrone però siamo partiti un po’ timorosi. Il Venezia ha fatto una partita fantastica dopo i primi due gol “strani” che abbiamo preso. Siamo riusciti a reagire, a creare tantissimo, e la ripresa è stato un monologo nella loro area. Ok, avevamo un uomo in più, ma è successo perché per fermarci dovevano fare tanti falli. Cosa penso del Parma? Che è una corazzata e ci renderà la vita difficile fino alla fine del torneo. Dobbiamo convincerci che possiamo giocarcela con tutti. Nonostante loro abbiano tanti giocatori di categoria superiore, abbiamo creato tantissimo e meritavamo di più». Inzaghi però sperava nel terzo gol. «Vedendo il Venezia della ripresa speravo ovviamente di vincerla, ma contro gente esperta come Lucarelli, per come si era messa, il pari va bene. Dovevamo segnare prima per avviare la rimonta e così aver più tempo a disposizione per cercare di fare i tre punti. Domenica dovremo vincere per forza con l’Ancona, perché Pordenone e Parma si sfideranno e qualcuno perderà punti inevitabilmente». Tanti tifosi sugli spalti e cori per la sua squadra non sono mancati. «Sono felice che la gente canti “vi vogliamo così”, la squadra ha messo il cuore, dobbiamo solo capire perché si è partiti così contratti. La cosa importante è riuscire ad abituarsi a giocare queste partite. Con giovani come Stulac e Acquadro sfidi un centrocampo da serie A, ma fai grandi cose. Allora va bene così. Se gli altri saranno più bravi di noi andremo ai playoff, altrimenti sarà serie B. Ci siamo, possiamo lottare contro tutti. Dal Parma dicono di aver dominato? Diciamo che sono partiti meglio di noi, ma poi siamo stati bravi. Canini è stato espulso per fermarci, Frattali ha fatto una parata incredibile su Garofalo, quindi il Parma poteva anche perdere. Reagire dallo 0-2 contro di loro non cosa è da tutti». Infine un passaggio sul mercato. «Penso che la società mi abbia già dato quel che avevo chiesto. Non c’è bisogno di stravolgere nulla. Zampano e Caccavallo sono arrivati. Il gruppo è valido». Per il tecnico degli emiliani, Roberto D’Aversa, il 2-2 rimane comunque un buon risultato. «Chiaro che, per come è andata la partita, un po’ di rammarico c’è, ma sono contento della prestazione dei ragazzi. In undici non ci sarebbe stata partita. Certi episodi sfavorevoli hanno cambiato di sicuro l’andamento della gara, ma non parlo dell’arbitro, non sta a noi giudicare, perché sull’errore dovevamo essere noi più bravi a non farlo commettere. Il Venezia è una squadra costruita in maniera eccellente ed è inevitabile che sia venuto fuori nella ripresa».

Joe Tacopina: “Siamo ancora primi in classifica”

di Alessandro Ragazzo

Della serie, “Peccato, sarà per la prossima volta”. Joe Tacopina, presidente del Venezia, si tiene stretto il punto, anche se avrebbe preferito il bottino pieno. Ma visto come si erano messe le cose, piuttosto di niente è meglio piuttosto. Anche perché la cima del girone continua ad avere il colore arancioneroverde. «Restiamo a più tre in classifica rispetto al Parma» spiega l’avvocato americano «con il vantaggio dello scontro diretto. È un pari importante per la stagione, è stata una battaglia anche se avrei voluto la vittoria ma non è sempre possibile. Loro sono molto forti ma sulla carta lo siamo di più noi e continuiamo a guidare la graduatoria. Forse il Parma ha perso un po’ troppo tempo durante la partita». Alla fine si è visto Tacopina discutere con l’attaccante Geijo. «Lui è un gladiatore» continua Tacopina parlando del colloquio tra i due «e non era contento del risultato. Se avessimo giocato tutti i 90’ come i secondi 45’, avremmo potuto vincere».

Il post partita degli arancioneroverdi

Moreo: «Nel secondo tempo
in campo con la giusta rabbia»

di Alessandro Ragazzo

Tutto invariato là davanti. Il Venezia tiene la vetta della classifica e a debita distanza il Parma con il vantaggio dello scontro diretto in caso di arrivo a pari punti. Non tira aria di occasione sprecata in casa arancioneroverde, dove si salva la prestazione e la voglia di recuperare dopo l’uno-due gialloblu. «Il risultato è giusto» dice l’autore del 2-2 Alexandre Geijo «e per come si sono messe le cose all’inizio, poteva andare peggio. Il Parma è molto forte, nel primo tempo abbiamo avuto delle occasioni, mentre nella ripresa, quand’erano in dieci, gli spazi si sono ridotti. Siamo arrivati tante volte in area, anche se con poche occasioni limpide». C’è il rammarico per un altro scontro diretto casalingo non vinto davanti a uno stadio colmo. «Vedere tanta gente è sempre bello» continua l’attaccante ex Brescia «ma non era una gara decisiva, qualunque risultato fosse uscito». La riscossa della ripresa, invece, è partita con l’inzuccata di Stefano Moreo, che continua il suo feeling con il gol in questo 2017 dopo quello segnato a Reggio Emilia. «Dopo l’intervallo» dice Moreo «siamo entrati in campo con la cattiveria giusta. Se avessimo segnato l’1-2 qualche minuto prima, avremmo potuto pure vincere. Non credo abbiamo sbagliato approccio alla gara. Nel primo tempo abbiamo tentato troppe volte il lancio lungo ma creando delle opportunità. Il pari è giusto». E magari quel prima poteva essere la traversa di Agostino Garofalo dopo essere stata toccata dal portiere ospite. «Il bicchiere è mezzo pieno» commenta l’esterno sinistro «perché la prestazione è positiva. È vero, non vinciamo gli scontri diretti in casa, credo sia l’unico neo, ma abbiamo chiuso in area il Parma per gran parte dell’incontro». Al debutto con il Venezia, Giuseppe Caccavallo non poteva scegliere occasione migliore con uno stadio pieno e un avversario di grido. «Nonostante lo svantaggio iniziale» dice «abbiamo recuperato e li teniamo a distanza. Il Penzo? Davvero un bel clima».

Scontro con alcuni arancioneroverdi in mattinata in Strada Nova, ferito al sopracciglio. Malore in curva sud, nulla di grave

Tafferugli, tifoso del Parma all’ospedale

di Alessandro Ragazzo

Spettacolo sugli spalti, un po’ meno nelle zone lontano dallo stadio, dove si segnalano un ferito e qualche momento di tensione. Dentro al “Penzo”, invece, un uomo ha accusato un malore ma, dalle prime indicazioni, non correrebbe alcun pericolo di vita. Il primo episodio si è verificato attorno alle 11.30 in Strada Nova, a Cannareggio, dove un tifoso del Parma è rimasto vittima di una aggressione di un gruppo nutrito di tifosi del Venezia. A scatenare il diverbio, potrebbero essere state delle vecchie ruggini tra sostenitori. La dinamica è ancora al vaglio – se ne stanno occupando gli agenti della polizia – ma la vittima è stata portata all’ospedale di Venezia per aver riportato una ferita all’arcata sopraccigliare e i medici hanno dovuto applicargli alcuni punti di sutura. Il tifoso emiliano era giunto in città da pochi minuti assieme agli amici e faceva parte dell’esodo dei 1500 giunti per sostenere Calaiò e compagni. Si stava dirigendo con calma verso lo stadio Penzo, quand’è stato avvicinato da un gruppo tifosi locali e, dalle parole, si è presto passati ai fatti. A riportare la peggio nella colluttazione è stato proprio il parmense ma le sue condizioni non preoccupano i sanitari. Un altro fatto, dopo mezzogiorno, si è verificato in Riva Sette Martiri; stavolta i gruppi non sono venuti a contatto ma non ci è mancato molto. Alcuni testimoni riferiscono che i tifosi arancioneroverdi, vedendo arrivare alcune persone con la sciarpa del Parma, abbiano avuto uno scambio di battute e li abbiano “invitati” a togliersela. Momenti di tensione, qualche minaccia, ma la presenza di alcune ragazze ha evitato la collutazione. Poi ognuno è andato per la sua strada e non ci sono stati incidenti. Qualche botto si è sentito nelle curve all’interno dello stadio ma, in generale, la situazione è stata tranquilla per tutta la gara, a parte i cori di sfottò. E in questo clima d’incitamento, poco prima della metà del primo tempo, in Curva Sud, il settore più caldo del tifo del Venezia, un uomo ha accusato un malore. Sono stati attimi concitati, tanto da far intervenire subito il personale medico dello stesso stadio, oltre alle forze dell’ordine presenti, Digos e Carabinieri. In un primo momento il quadro clinico non sembrava confortante ma con il passare dei minuti la situazione è andata migliorando. Le prime cure sono avvenute proprio allo stadio veneziano, prima del trasporto al pronto soccorso. Anche in questo caso, però, le sue condizioni non sono gravi. In pratica si è trattato del classico calo di pressione.

Venezia e Parma sulle gradinate, tifoserie di qualità. Ma che ci fanno i petardi?

Uno spettacolo di colori e bandiere

di Simone Bianchi

Spettacolo di curve e di colori allo stadio Penzo. Il lato più bello del tifo lo si è potuto ancora una volta ammirare rivolgendo dalla tribuna gli occhi a destra e a sinistra del campo. Dietro le porte si sono infatti scatenati i supporters delle due squadre impegnate in campo, sfidandosi a colpi di corografie, bandiere, striscioni, fumogeni e degli immancabili petardi. In Curva Sud quasi duemila tifosi hanno colorato di arancione e di verde gli estremi degli spalti con centinaia di piccole bandierine, mentre in mezzo campeggiava un grande logo del club e sotto un eloquente striscione intitolato “Carichiamoli”. Sul fronte opposto in Curva Nord hanno risposto in 1.356. Il tifo degli emiliani si è distinto con lo striscione “Monti, mari e fiumi attraverserò”. Tutto attorno decine di bandiere gialloblù di ogni taglia e mescolanza dei due colori, con i segni distintivi dei Boys del Parma. L’ingresso delle squadre in campo ha esaltato cori e applausi, e l’ondeggiare delle bandiere attirato tantissimi tifosi presenti invece in tribuna, lesti poi con i loro telefonini a fissare quei momenti quale ricordo della giornata. Il resto è stato l’inevitabile rincorrersi delle emozioni con cori a sovrapporsi, e gli ultras delle due fazioni a schernirsi pur non mancando anche qualche insulto, seguendo gli alti e bassi del risultato da una parte all’altra. Gialloblù in visibilio nella prima mezzora per gioire del doppio vantaggio del Parma proprio sotto di loro nella Nord, e arancioneroverdi sul fronte opposto a cercare di caricare la squadra di Inzaghi in un momento di grande difficoltà. Nel finale di primo tempo la “sciarpata” della Sud ha regalato una nuova istantanea agli appassionati dei telefonini, e la ripresa è stata nettamente di marca veneziana in campo e sugli spalti. Gli emiliani hanno avuto meno opportunità di farsi sentire, se non all’indirizzo dell’arbitro, e logicamente di festeggiare. Aspetto, quest’ultimo, che invece ha esaltato la Sud grazie ai gol di Moreo e Geijo. Alla fine pari in campo ma anche nelle curve, come i gol anche i cori si sono equivalsi seguendo l’esito della partita. Gli unici successi certi sono quelli nel conto dei petardi lanciati (4-2 per i tifosi ospiti) e di quello più potente (degli ultras veneziani). E qui ritorna il solito dubbio: ma come fanno a entrare i petardi allo stadio se sono vietati?