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LA NUOVA VENEZIA “Unione ok a Cremona, mani arancioneroverdi sul triplete”

Torna in trasferta l’inviato de La Nuova Venezia, Carlo Cruccu, per raccontare la vittoria arancioneroverde di Cremona che vale un pezzo di triplete. Suo anche il pezzo di “folklore” sulla sostituzione all’ultimo minuto dei due guardalinee. Del collega Alessandro Ragazzo le interviste post-match:

Una partita strana, senza i guardalinee. Geijo apre il conto, Bentivoglio lo chiude all’87’. Sabato 27 sfida con il Foggia

Il Venezia ci prende gusto, 2-1 a Cremona

di Carlo Cruccu

Alla fine va bene così. Arrivi a Cremona, vinci, fai un bel passo avanti verso il celebrato triplete. Che la festa continui, allora. Anche al termine di una partita strana, quasi pazza, nata sotto un caldo torrido, con un avversario conosciuto all’ultima domenica, con un guardalinee – ops, assistente – che si fa male nel riscaldamento e due squadre che alternano momenti di bel calcio a fasi di slegamento tattico impressionante. Il verdetto dice Cremonese 1 Venezia 2, e allora ha ragione il Venezia, che rispetto ai grigiorossi di Tesser ha più qualità e ha smaltito con maggior tempo a disposizione le fatica del campionato e delle feste. La cornice è un po’ malinconica, se va spesa una parola per qualcuno, spendiamola per l’arbitro: in pratica dirige senza assistenti – alla fine da una parte c’è un tesserato del Venezia e dall’altra uno della Cremonese ad agitare la bandierina – e buon per tutti che non ci siano azioni di fuorigioco contestato. Tre minuti e Geijo va a segno, Moreo toglie la palla dai piedi di un avversario, Fabiano taglia per il centravanti, due passi e tocco al velluto puro, palla che scavalca il portiere, accarezza il palo e si appoggia in rete. Troppo facile, qualcuno pensa e sbaglia. Il resto del primo tempo diventa la sonnecchiata sotto l’ombrellone. Dal torpore l’acuto della Cremonese: Palla da sinistra, Talamo stoppa e piazza un diagonale che si infila alla destra di Facchin. Non doveva nemmeno giocare, talamo, indicato in panchina sulla distinta ufficiale e ripescato per un allarme improvviso di Scappini. Il secondo tempo è più veneziano, nel senso che il Venezia comanda ma non graffia. Galli, portiere della Cremonese, è da “senza voto”. Inzaghi ruota gli attaccanti, la partita cominciata con Fabiano-Geijo-Moreo finisce con Marsura e Ferrari sostenuti da Falzerano, mentre la beffa è rischiata al 37’, quando un rasoterra di Pesce viene messo in angolo con le unghie da Facchin. Via, il Venezia crea ma non concretizza, m dovrebbe vincerla questa partita, anche perchè l’ultimo quarto d’ora della Cremonese è con le pile scariche, praticamente a zero. E in contropiede capita giusta la punizione dal limite che tanti problemi ha risolto quest’anno. Mani di Pesce, un po’ di spray per dire alla barriera dove mettersi, e poi… Garofalo o Bentivoglio? Ci vuole il destro, Bentivoglio la piazza rasoterra quando la barriera salta, sicchè Galli è infilato alla sua destra. Stroppa, in tribuna prende nota. Il suo Foggia sabato se la vedrà con una Cremonese che ormai non ha chances di Supercoppa, il trofeo se lo giocano i due tecnici, due ex rossoneri (in tempi diversi), il 27 a Sant’Elena. A proposito, nell’Italia dei campanili ecco un campo nl quale Pippo Inzaghi si prende una caterva di insulti. Applaudito in ogni dove, il tecnico del Venezia è di sangue piacentino e da queste parti non c’è amore tra le due città, o le due tifoserie. Boh. Il finale offre i soliti cinque eterni minuti, ma schemi e geometrie sono saltati da un pezzo, . Palla di qua, palla di là, contropiede, controrisposta, gli ultimi minuti sono di un calcio poco sofisticato, diciamo pane e salame, o meglio culatello, da queste parti. E il fischio finale del buon D’Apice è liberazione per tutti. Il triplete si avvicina, le ferie anche, e il Venezia continua a vincere.

IL TABELLINO DI CREMONESE-VENEZIAFC 1-2

CREMONESE (4-3-1-2) Galli; Salviato, Canini (28’ s.t. Marconi), Bastrini, Ferretti; Scarsella, Moro (13’ s.t. Pesce), Cavion; Perrulli (16’ s.t. Belinghieri); Brighenti,Talamo. A disposizione: Ravaglia, Bellucci, Procopio, Lucchini, Maiorino, Stanghellini, Porcari, Redolfi. Allenatore: A. Tesser.
VENEZIA (4-3-3) Facchin; Zampano, Modolo, Domizzi, Garofalo; Falzerano, Bentivoglio, Soligo; Fabiano (12’ s.t. Marsura), Geijo (35’ s.t. Ferrari), Moreo (20’ s.t. Fabris). A disposizione: Vicario, Sambo, Tortori, Pellicanò, Stulac, Caccavallo, Acquadro, Cernuto. Allenatore: F. Inzaghi.
Arbitro: D’Apice di Arezzo
Reti: p.t. 3’ Geijo, 34’ Talamo; s.t. 42’ Bentivoglio.
Note: spettatori 2730 per un incasso di 27.131 euro. Ammoniti Garofalo, Talamo e Pesce. Calci d’angolo 4-3 per la Cremonese. Recupero: 0’ e 5’. La partita è iniziata con 18’ di ritardo per un infortunio ad un assistente dell’arbitro.

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Il “giallo” della bandierina

Aiuto, c’è un arbitro in tribuna?
Ma è il giorno di Christian De Rossi

Vogliamo parlare di Var? O di tecnologia applicata al calcio. Nossignore, nell’Anno Domini 2017 la Lega Pro celebra le vincitrici dei tre gironi con una festa per pochi intimi e taglia anche il numero degli arbitri. Succede che le 16,30 passano e le squadre non si vedono in campo. Gli altoparlanti interrompono i languidi inni di categoria per un annuncio insolito: «Se in tribuna c’è un arbitro con esperienza almeno interregionale, per favore venga subito. Causa un infortunio di un assistente la partita non può cominciare». E se il primo pensiero dei giornalisti è il classico “meno male che non è una notturna”, la gente in tribuna si scatena nel toto-malanno: problema muscolare o improvviso scatto verso il bagno? Filtrano le voci e vince la prima ipotesi, riscaldamento fatale, come per il cremonese Scappini, cancellato dalla distinta poco prima del via. Arriva un giovane arbitro e vive l’attimo gloria, ecco il salvatore, via con le foto. Ma risulta che non abbia esperienze interregionali, dicono in tribuna che ha diretto ultimamente Bar Sport contro Pizzeria Vesuvio. Niente. Altro appello, passano i minuti, non è un aiuto per il grado di ebollizione delle tifoserie. Poi la soluzione, più che insolita, ma evidentemente ammessa in qualche meandro del regolamento. Assistenti tesserati dalle società, uno per parte. Come dire, arbitro, bell’esame. E se succede in campionato? Boh. E allora scendono in campo i nuovi sbandieratori: la Cremonese schiera Massimiliano Grilli, addetto all’arbitro, ex arbitro in tempi passati, uno che insomma dovrebbe saperci fare, anche se lo scatto non più quello di una volta. Il Venezia: ecco a voi Christian De Rossi, magazziniere, 44 anni, ex accompagnatore delle giovanili, sposato, tre figli, residente ad Oriago. Doveva piegare le maglie e portare i bagagli, si ritrova con la bandierina a correre (beh, insomma…) lungo la linea. Qualche cremonese gli dice cosa fare con la bandierina, ma non importa. Christian va a casa con la coscienza a posto.

Il tecnico elogia il gruppo e “martella” sul triplete

Inzaghi: «Dura e meritata»

di Alessandro Ragazzo

«Forse potevamo fare qualche gol in più ma abbiamo sofferto quando c’era da farlo. Tra due settimane spero nel terzo trofeo». Un passo importante verso il triplete per il Venezia e il tecnico Filippo Inzaghi non nasconde la soddisfazione per i tre punti di Cremona che, su sei a disposizione in questo mini girone con il Foggia e una casa al Penzo, potrebbero essere decisivi. «Nel corso della gara ho cambiato l’attacco» spiega «anche se la sostituzione Fabiano-Marsura era prevista perché entrambi arrivano da acciacchi. Moreo accusava crampi e poi ho pensato a Ferrari perché con lui credevo si potesse vincere. Sapevamo che la gara di Cremona poteva riservare dei rischi ma abbiamo fatto una buona gara e non abbiamo mai mollato: non si fanno stagioni così per caso e questi ragazzi mi stupiscono sempre». Dopo i complimenti alla squadra, Inzaghi si sofferma sull’episodio curioso dei guardalinee. «Non è possibile che non ci fosse un quarto ufficiale di gara; per fortuna non ci sono stati episodi dubbi, altrimenti sarebbe stato difficile per l’arbitro che è stato bravo nel dirigere». Passato il Foggia a fine mese, ci sarà da preparare il futuro; la società “studia” il Real Madrid, come successo anche nella recente visita, e pensa in grande, mentre Inzaghi si siederà presto al tavolo con la società per decidere il futuro. «A breve ne parleremo» continua l’allenatore «e poi saprete, anche se ho un contratto. Il 27 ci giocheremo tutto con i pugliesi e vogliamo tanta gente allo stadio».

Tesser si consola: “Non era facile trovare energie”

di Alessandro Ragazzo

Si vede che in casa Cremonese l’adrenalina è stata tanta dopo la promozione in B ottenuta sette giorni prima a una manciata di minuti dalla fine. «Ci può stare una distrazione iniziale» spiega l’allenatore Attilio Tesser «ma c’è il dispiacere per aver perso. Abbiamo avuto un finale di campionato intenso e non era facile trovare le energie nervose per affrontare il Venezia. In compenso abbiamo creato e poi è arrivata la punizione di Bentivoglio, anche se in precedenza c’era un rigore per noi, in una fase di gara dove stavamo comandando il gioco. Ma va bene così; è stata una festa, seppur amara per noi. Andremo a Foggia con l’obiettivo di fare bene, spero non come stavolta». E sul cambio dei guardalinee, il tecnico di Montebelluna pensa che non abbia influito sull’andamento dell’incontro. «Non ci sono stati particolari condizionamenti» precisa «ma se servono delle migliorie perché cose del genere non ricapitino».