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LA PROSSIMA AVVERSARIA: ANDIAMO ALLA SCOPERTA DEL FORLI’ FOOTBALL CLUB

Andiamo a conoscere storia, curiosità e schema tattico del FORLÌ, avversaria degli arancioneroverdi per la prima giornata del girone di ritorno del campionato di Lega Pro girone B 2016/17

Sito ufficiale

STORIA

forlì

Il calcio a Forlì ha origine nel primo decennio del XX secolo, in una forma ancora decisamente amatoriale e con rare sfide contro compagini di altre città romagnole limitrofe.

Un rallentamento dell’attività giunge a causa della Prima guerra mondiale, ma nel dopoguerra riprende immediatamente la regolare attività sportiva, e in maniera sempre più decisa.

Viene ufficialmente fondato nel 1919 dalla fusione di due distinte entità sportive, il Forlì Foot-Ball Club e l’Unione Calcio Romagnolo, che vanno a costituire la Sezione Calcio dell’Unione Sportiva Forti e Liberi. Gioca il suo primo campionato in Promozione, raggiungendo la finale, poi persa contro l’U.S. Mantovana. La stagione 1922-23 è caratterizzata dalla presenza dei derby contro Cesena, Faenza, Ravenna e Rimini. Nel 1923 la crescente importanza del calcio a Forlì viene confermata dall’inizio dei lavori di costruzione del nuovo stadio; tra 1927 e il 1928 il Forlì è autore di due promozioni consecutive che lo portano dal campionato di Promozione a quello di Seconda e poi di Prima Divisione, il gradino sotto la Serie B. I biancorossi permangono nella terza serie italiana fino al 1935, quando termina all’undicesimo posto del Girone E e viene retrocesso nella prima categoria regionale. Già nella stagione successiva, però, vince la Prima Divisione Emiliana-Romagnola e sale nella neo costituita Serie C. Gioca quindi un quinquennio al vertice della terza serie italiana, senza però riuscire a venir promosso in cadetteria.

A causa della Seconda Guerra mondiale, le attività della federazione sono sospese; alla ripresa, nel 1945-46, il Forlì partecipa al campionato di Serie B Alta Italia classificandosi undicesimo. Nella stagione successiva (1946-47) il Forlì si classifica terzultimo nell’unico campionato di Serie B della sua storia, tornando così nuovamente in Serie C. In questa stagione colleziona il primo precedente contro la Mestrina (contro il Venezia non ha mai giocato), vincendo per 3-2 la gara in casa ma venendo sconfitto dagli arancioni nel ritorno al Baracca (0-1). Nei tre decenni successivi i biancorossi partecipano a 12 campionati di Serie C e a 19 di Serie D (o Interregionale, o IV Serie) e, nel 1978-79, in seguito alla riforma della Serie C, vengono ammessi al campionato di Serie C1. Nei primi anni ’80 il Forlì sfiora la promozione in B, ma poi si assesta in C2. L’ultimo dei cinque doppi confronti con il Mestre sarà nella stagione 1982/83, risoltosi con una vittoria arancione per 2-0 al Baracca e un successo col minimo scarto dei romagnoli al Morgagni (0-1). Dal 1990 al 1993 scende addirittura in Serie D, ma al ritorno tra i professionisti rivive un’altra parentesi positiva della sua storia.

Il 25 ottobre 1995, infatti, giunge agli ottavi di finale di Coppa Italia eliminando in serie Foggia e Piacenza, e si trova ad affrontare il blasonato Milan di Fabio Capello. Presso lo stadio Dino Manuzzi di Cesena i biancorosso non sfigurano contro il forte avversario e disputano una buona partita, pur perdendo per 2 a 0. Alla fine della stagione 1996-97, però, arriva una nuova retrocessione in Serie D. Il Forlì trascorre quindi un quinquennio nella quinta serie nazionale, rischiando addirittura la retrocessione in Eccellenza nel 2001 quando si salva in extremis battendo per 2-1 il Rovigo in uno spareggio salvezza.

La stagione successiva, invece, è sorprendentemente positiva con i romagnoli che vincono il loro girone e riapprodano in C2, nel 2002. I primi due anni tra i professionisti portano a due tornei chiusi con altrettante tranquille salvezze, mentre alla terza stagione il Forlì sfiora la promozione in C1, mancandola solo dopo i play-off persi nel derby-spareggio con il Ravenna.

Investimenti insostenibili alla rincorsa del successo sono anche qui la causa del fallimento dell’anno successivo, al termine della stagione 2005-06: il responsabile fu il presidente riminese Marco Oliveti. La sua gestione arrogante portò allo sfascio la società; a suo carico anche la condanna per l’aggressione al Capitano e Bandiera di sempre Alberto “Kalle” Calderoni che ha avuto soddisfazione penale sia in sede sportiva che civile.

Nel 2006 viene fondato l’ ASD Nuovo Forlì 1919, che nella stagione 2006-07 riparte addirittura dalla Terza Categoria, campionato poi concluso all’ottavo posto. L’estate successiva, quella del 2007, prende corpo l’iniziativa per risollevare la storica squadra cittadina. Sotto la guida dell’imprenditore Luciano Linari, una dozzina di soci forlivesi si uniscono per rilevare il titolo dello Sporting Forlì (club di Promozione nel frattempo divenuto prima squadra cittadina) e darle la nuova e attuale denominazione di Forlì Football Club. Da questo momento l’ascesa del nuovo Forlì è incredibile: nella stagione 2007-08 ha partecipato e vinto il campionato di Promozione Emilia-Romagna Girone D, mentre il campionato successivo in Eccellenza è concluso al quarto posto. Pur non ottenendo l’immediata seconda promozione consecutiva, questa arriva al termine del torneo successivo, 2009-2010, quando con una partita di anticipo, il Forlì si è guadagnato la promozione in serie D. Dopo una prima stagione di assestamento, la seconda nella quinta serie nazionale è stata trionfale: il 29 aprile 2012 il Forlì, imponendosi per 5-0 sul campo dello Scandicci, ha raggiunto la matematica certezza della vittoria del Girone D, riconquistando così un posto nel calcio professionistico. Al termine del campionato ha partecipato alla Poule Scudetto come l’Unione Venezia, ma è stato eliminato nella prima fase triangolare dopo la sconfitta interna per 2-3 col Teramo finalista e l’inutile successo per 4-3 sul campo del Pontedera. Nella stagione 2012-13 in Seconda Divisione di Lega Pro, il Forlì disputa lo stesso girone dell’Unione, classificandosi decima in classifica. Stagione anonima anche la seguente, anno di transizione verso la Lega Pro unica, in cui i biancorossi hanno ottenuto il nono posto in campionato. Nell’anno 2014-15 il Forlì è retrocesso in serie D (divenuta nel frattempo quarta serie), a seguito del 17esimo posto nel girone B e della sconfitta nei play out contro il Pro Piacenza.

La scorsa stagione i biancorossi hanno quindi disputato il girone D della serie D, ed hanno sfiorato la promozione in Lega Pro, ottenendo il terzo posto in campionato (alle spalle di Parma e Altovicentino) e perdendo la finale play-off contro la Correggese.

Il passaggio tra i professionisti è però arrivato questa estate, mediante il ripescaggio per il completamento organici, che ha portato il Forlì a far parte del girone B della Lega Pro 2016-17.

PRECEDENTI

I primi precedenti tra l’Unione ed il Forlì risalgono alla stagione 2011-12 di Seconda Divisione di Lega Pro, e sono entrambi a favore degli arancioneroverdi. Come tanti ben ricordano, nella gara di andata l’Unione Venezia ha vinto 2-1 in trasferta con iniziale doppio vantaggio ad opera di Lauria e Campagna, poi dimezzato dalla rete di Bonaventura e un finale incandescente a difesa della porta dell’allora numero uno lagunare Moreau. Nel finale di gara, un gesto di fair play del terzino lagunare Bertolucci ha annullato un’espulsione ai danni del Forlì che l’arbitro aveva inizialmente determinato. La gara di ritorno al Penzo è stata vinta dagli arancioneroverdi per 3 a 0, con reti di Bocalon (2) e Godeas.

Nella partita di andata di questa stagione, gli arancioneroverdi all’esordio in campionato hanno vinto al Penzo per 1-0, con gol di Gianni Fabiano.

CURIOSITÀ

–  La squadra del Forlì è stata ufficialmente costituita nel 1919 dalla fusione di due realtà locali: il Forlì Foot-Ball Club e l’Unione Calcio Romagnolo.

– Dopo il fallimento del 2006 la squadra romagnola è stata costretta a ripartire dal campionato di Terza Categoria, e dopo un anno nell’ultima serie del calcio ha acquisito il titolo di un’altra società che ha permesso l’accesso in Promozione, da cui poi è risalita fino al professionismo.

– I giocatori del Forlì sono chiamati “galletti”, soprannome dovuto allo stemma del club: su sfondo biancorosso è ritratto un gallo con la caveja, tradizionale stemma romagnolo.

– Nella stagione 2015-16 ha fatto parte dell’attacco biancorosso Davide D’Appolonia, disputando 26 partite e realizzando 6 reti. Indimenticato attaccante veneziano, Davide è stato vincitore del premio speciale Leone dell’anno nella stagione 2012-13, consegnatogli da Venezia United a seguito di un’esaltante stagione in arancioneroverde culminata con la promozione in Prima Divisione di Lega Pro conquistata ai playoff contro il Monza.

– Nel Forlì milita Nicola Capellini, centrocampista classe 91 che ha militato nell’Unione nella seconda metà della stagione 2013-14, collezionando 9 presenze in arancioneroverde. Gli altri ex arancioneroverdi sono Emanuele Bardelloni e Simone Tonelli, entrambi passati per la laguna nella stagione 2012-13.

ALLENATORE E SCHEMA TATTICO

Nato a Legnano il 16 settembre 1963, Massimo Gadda è allenatore del Forlì dall’estate 2015.

Gadda esordisce giovanissimo da calciatore, debuttando in serie A con il Milan a 18 anni dopo aver disputato le trafile giovanili. Gioca poi in cadetteria con Reggiana e Livorno, fino al 1986, anno in cui passa all’Ancona, in cui milita per 8 stagioni diventando capitano e bandiera della squadra. Dopo l’Ancona gioca per tre anni al Ravenna e poi Cesena, Spal e Fano, ultima squadra prima del ritiro avvenuto nel 2001.

Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, incomincia subito la carriera da allenatore, guidando il Baracca Lugo dove viene esonerato. Trascorre poi due stagioni al Ravenna, conquistando alla prima la promozione in serie C2 ed alla seconda il sesto posto in campionato. Dal 2004 al 2007 è vice allenatore di Castori al Cesena, ma per 1 anno e 7 mesi fa le veci dell’allenatore a causa della squalifica di Castori.

Nel 2009 approda prima al Bellaria Igea Marina e poi alla Giacomense (entrambe in Seconda Divisione), dove permane fino al 2012. Nel 2012 passa al Fano (Seconda Divisione), ottenendo però la retrocessione in serie D. A ottobre 2013 viene ingaggiato dalla rinata Spal in Seconda Divisione, in cui raggiunge il sesto posto a fine stagione.

Nell’estate 2015 è ingaggiato dal Forlì in serie D, e dopo la delusione dei play off persi contro la Correggese, ritorna tra i professionisti a seguito del ripescaggio dell’estate 2016.

Gadda predilige il 4-3-3, modulo adottato anche la passata stagione con i biancorossi, anche se quest’anno per diverse partite ha schierato i biancorossi con il 4-4-2 e il 4-3-1-2.

IL CAMMINO IN CAMPIONATO

La squadra di Gadda ha avuto un inizio di stagione difficile, dovuto anche al ripescaggio il Lega Pro dell’estate scorsa. Nelle prime nove partite i biancorossi hanno ottenuto solo 2 pareggi (con Lumezzane e Santarcangelo) e 7 sconfitte, e si trovavano pertanto ultimi in classifica.

Nelle successive dieci partite la squadra di Gadda ha però cambiato marcia, ottenendo 3 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte, che hanno permesso al Forlì di raggiungere il terz’ultimo posto, trovandosi quindi in lotta per la salvezza. La prima vittoria è arrivata contro il Mantova (4-1) alla quattordicesima giornata e le altre due invece nel filotto di tre risultati utili consecutivi degli ultimi tre turni, ottenuti con il pareggio a Bassano (2-2) e le vittorie contro Reggiana (2-0) e ad Ancona (0-1).

Nonostante i 16 punti conquistati il Forlì è quindi una squadra in salute, in cerca di preziosi punti salvezza, e pertanto un pericolo avversario per gli arancioneroverdi.

La squadra di Gadda ha fin’ora segnato 19 gol, subendone 30 (è la peggior difesa del girone). Tra i migliori marcatori ci sono Bardelloni con 7 reti e Ponsat con 5.

ROSA

Portieri: 1 Alessandro Turrin (1997), 12 Simone Palermo (2000), 22 Nicolò Samy Baldassarri (1999).

Difensori: 2 Diego Conson (1990), 13 Fabio Adobati (1988), 20 Samuele Sereni (1988), 7 Tommaso Tentoni (1997), 23 Marco Vesi (1992), 3 Matteo Franchetti (1996), 5 Federico Baschirotto (1996), 14 Vincenzo Cammaroto (1983), 19 Emanuele Croci (1999).

Centrocampisti: 26 Nicola Capellini (1991), 4 Stefano Capellupo (1988), 6 Lorenzo Ferretti (1997), 10 Marco Spinosa (1991), 8 Gianluca Poccoli (1997), 15 Matteo Tura (1998).

Attaccanti: 11 Giuseppe Ponsat (1995), 21 Emanuele Bardelloni (1990), 9 Giacomo Parigi (1996), 17 Simone Tonelli (1991), 18 Denis Di Rocco (1997), 25 Isnik Alimi (1994), 16 Matteo Ricci (1998).

LO STADIO

Risultati immagini per stadio morgagni forliDedicato a Tullo Morgagni, giornalista forlivese dell’inizio del secolo scorso, attivo nel campo del ciclismo dei primordi, è in realtà un complesso di strutture composte dallo stadio centrale, tre campi da calcio, dal campo da calcio “Elvezio Ortali” (detto federale) con tribuna, dal pattinodrono scoperto “Patrignani” e dal velodromo “G. Servadei”.

Lo stadio ha una capienza di circa 3400 posti, divisi tra la tribuna e la gradinata, alle estremità laterali. Sarà che il calcio professionistico mancava nel capoluogo romagnolo da quasi un decennio, passato per la maggior parte del tempo addirittura nei campionati regionali, ma il pubblico forlivese ha un trend anomalo rispetto al panorama italiano con una leggere crescita negli ultimi anni. D’altra parte bisogna ricordare come i biancorossi siano in ascesa dopo il fallimento del 2006 che li aveva visti ripartire addirittura dalla Terza Categoria, quindi il calcio a buon livello nel capoluogo livense mancava da oltre un quinquennio.