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La prossima avversaria: andiamo alla scoperta del PORDENONE CALCIO

Andiamo a conoscere storia, curiosità e schema tattico del PORDENONE, avversaria degli arancioneroverdi per la settima giornata del girone di ritorno del campionato di Lega Pro girone B 2016/17

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STORIA

pordenoneIl Pordenone calcio nasce nel 1920 con la denominazione anglofona allora in voga di Football Club, e partecipa fin da subito ai campionati veneto-giuliani scalando in una dozzina di stagioni dalla Terza alla Prima Categoria. Sale in Serie C nel 1939 poco prima che l’attività calcistica fosse sospesa per cause belliche e al termine del conflitto resiste ancora tre stagioni nella terza serie per poi riscendere, nel 1948, in Prima Divisione e in Promozione regionale poi. Nel 1952 risale in IV Serie (la Serie D d’allora) e sei anni più tardi, nel 1958 sale finalmente in Serie C. Sull’onda dell’entusiasmo la stagione 1959/60 è la migliore in assoluto per la compagine neroverde dal punto di vista dei risultati, 4° posto in Serie C con alle spalle formazioni quali Cremonese, Varese, Spezia, Piacenza e Mestrina. Dagli anni sessanta fino alla fine degli anni ottanta il Pordenone vive il suo miglior trentennio giocando 17 stagioni tra i professionisti (tra Serie C unica prima e C2 dal ’79). Dal 1989 i ramarri iniziano una serie di retrocessioni consecutive che hanno portato in tre stagioni il sodalizio dalla C2 alla Prima Categoria regionale. La Serie D viene riconquistata nel 1996 e nel 2001 i neroverdi riescono a festeggiare anche la promozione in C2. Il ritorno tra i professionisti vede il Pordenone disputare un’ottima stagione e giungere al 12esimo posto, ma per inadempienze finanziarie i neroverdi (abbandonati dal patron Setten, diretto verso Treviso) sono costretti a ripartire, la stagione successiva, dall’Eccellenza. Il Pordenone torna al massimo livello dilettantistico nel 2008. Nella stagione 2012-2013 la squadra neroverde termina seconda in campionato, raggiungendo i play-off per l’accesso alla Lega Pro Seconda Divisione. Nel 2013-2014 i neroverdi tornano, 11 anni dopo l’esclusione, in Lega Pro vincendo il girone C della Serie D, scavalcando il Marano all’ultima giornata. A fine stagione la squadra riesce a vincere anche il primo Scudetto Serie D nella sua storia.

La prima stagione dopo il ritorno in Lega Pro è difficile per la squadra neroverde, che cambia quattro allenatori, e dopo aver agguantato i play out all’ultima giornata contro l’Albinoleffe, è costretta alla retrocessione in serie D dopo la sconfitta ai play out contro il Monza, già fallito da mesi.

In quell’estate oltre al Monza fallisce anche l’Unione, e il presidente neroverde Mauro Lovisa presenta la domanda di ripescaggio in terza serie. A seguito dei numerosi posti vacanti per la mancata iscrizione di diverse squadre, il Pordenone viene ripescato e disputa pertanto la seconda stagione consecutiva in Lega Pro. Quella che poteva sembrare una cenerentola del girone a seguito del ripescaggio, si rivela una squadra tosta e determinata sotto la guida di Bruno Tedino. I ramarri raggiungono infatti il secondo posto in classifica dietro al Cittadella e devono arrendersi al Pisa di Gattuso in semifinale dei play off per la serie B, dopo aver sconfitto la Casertana al turno preliminare.

PRECEDENTI

Prima della fusione del 1987 il Pordenone ha affrontato 18 volte il Venezia in campionato, rivelandosi spesso un avversario ostico: il bilancio di quegli incontri infatti è leggermente in favore ai friulani con sei vittorie a cinque e sette pareggi. Moltissimi invece i precedenti con il Mestre, ben 62 i confronti in campionato, e nettamente a favore degli arancioneri il bilancio con 36 vittorie mestrine, 16 pareggi e soltanto dieci successi naoniani.

I precedenti con l’Unione iniziano fin dal 1987, quando gli arancioneroverdi vincono sia al Bottecchia (1-0, gol di bomber Fiorini con una vera e propria invasione di tifosi arancioneroverdi, oltre 1.500) che al Baracca (ancora 1-0, rete di Zanuttig, con il gravissimo infortunio di Pevarello causato una bruttissima entrata del neroverde Gava che provocò la violenta reazione di Fiorini, espulso). Nelle tre stagioni di serie D l’Unione ha ritrovato dopo oltre vent’anni il Pordenone, a sua volta tornato al massimo livello dilettantistico nel 2008. Nella stagione 2009/10, con Favaretto in panchina, il doppio confronto è terminato 0-0 sia in casa che in trasferta, mentre nella successiva stagione doppio successo arancioneroverde (2-0 al Penzo, gol di Lelj e Ferretti, 3-2 al Bottecchia nell’ultima di campionato, reti di Marco Antônio, Fedato e Pilon). La stagione 2011/12 si apre con la vittoria in trasferta per 3-1 (reti di Zubin su rigore, Oliveira e Cubillos) ma all’ottava di ritorno arriva la prima vittoria per i ramarri che sbancano il Penzo per 2-1 (vantaggio ospite di Buttignaschi, pareggio di Oliveira e gol vittoria di Sessolo su rigore al 90′, con Zubin che manca il pari con un altro tiro dal dischetto a ridosso del fischio finale) scatenando le proteste dei tifosi pronti a contestare allenatore (Favarin) e squadra, pronta poi a riscattarsi vincendo campionato e scudetto. L’ultimo doppio precedente risale alla stagione 2014-15, con all’andata un pareggio per 1-1 al Bottecchia (neroverdi in vantaggio in apertura di match con Barbuti, raggiunti nel recupero con un gol di Magnaghi) ed al ritorno al Penzo vittoria 2-0 per l’Unione, con gol di Bellazzini e Varano. Il bilancio complessivo compreso il match di andata vede avanti l’Unione Venezia con sei vittorie, contro due del Pordenone. Tre i pareggi. Quattordici i gol arancioneroverdi, sei quelli neroverdi.

Nella partita di andata di questa stagione, disputata il primo ottobre 2016 allo stadio Bottecchia di Pordenone, i ramarri si sono imposti sull’Unione per 1-0 con rete di Semenzato, in quella che è stata la prima sconfitta del campionato per gli arancioneroverdi.

CURIOSITÀ

– Nel 1930-31 la squadra neroverde si è chiamata Associazione Sportiva Dante Alighieri.

– Nella stagione 1952-53 il Pordenone ha conquistato il primo posto in quarta serie, con conseguente accesso alle finali per la serie C (poi perse) dopo un lungo testa a testa in campionato con la Mestrina.

– Il soprannome “ramarri” deriva dalla definizione data dal giornalista pordenonese Gildo Marchi alla squadra nel 1962 “i ramarri del Noncello”, poi divenuto vero e proprio nomignolo dei neroverdi.

– Nella stagione 2013-14 in cui i ramarri hanno vinto il campionato di serie D, laureandosi anche campioni d’Italia dilettanti, l’ex bomber arancioneroverde Emil Zubin ha messo a segno 27 gol in 28 partite.

– L’allenatore dei ramarri Bruno Tedino è stato tecnico delle formazioni giovanili degli arancioneroverdi dal 1995 al 1997.

– L’attaccante del Pordenone Berrettoni vanta una presenza in Champions League contro lo Sparta Praga risalente alla stagione 2000-01 quando, agli albori della carriera, militava nella Lazio.

ALLENATORE E SCHEMA TATTICO

L’allenatore del Pordenone è Bruno Tedino, classe 1964, alla guida dei ramarri dalla stagione 2015-16.

Dopo vari anni di esperienza tra le formazioni giovanili (ha allenato anche le giovanili dell’Unione dal 1995 al 1997), Tedino ha iniziato ad allenare la prima squadra del San Donà nel 1997 in C2, per poi girare prima il nord Italia (Novara, Pordenone, Treviso, Sudtirol) e poi il centro (Pistoiese e Sangiovannese). Dal 2013 al 2015 ha guidato la nazionale giovanile, prima gli under 16 e poi gli under 17, fino al ritorno al Pordenone dell’estate 2015.

Tedino aveva iniziato la stagione schierando il 4-3-3, ma dalla decima giornata ha cambiato modulo, optando per il 4-3-1-2 con il centrocampo a rombo.

Con la sessione di mercato invernale mister Tedino può contare su tre rinforzi arrivati a Pordenone per cercare di conquistare la promozione in serie B. Sono arrivati il difensore Zappa dal Pontedera e l’attaccante Padovan dal Foggia, entrambi giovani di proprietà della Juventus. A centrocampo il rinforzo è stato Bulevardi, arrivato dal Teramo ma di proprietà del Pescara. Hanno invece lasciato la casacca neroverde il centrocampista Broh, passato al Sudtirol, e gli attaccanti Raffini (Lucchese), Azzi (Siracusa), Atta e De Anna (entrambi al Delta Rovigo).

IL CAMMINO IN CAMPIONATO

Come successo nella scorsa stagione, anche quest’anno il Pordenone è tra i protagonisti del campionato di Lega Pro: i neroverdi hanno infatti conquistato 45 punti in 24 partite (devono recuperare il turno contro il Teramo) e occupano il quarto posto in classifica a sette punti di distanza dall’Unione.

La squadra di Tedino ha finora ottenuto 13 vittorie (di cui sette fuori casa), 6 pareggi (tutti casalinghi) e 5 sconfitte (solo una tra le mura amiche).

I neroverdi oltre ad aver sconfitto gli arancioneroverdi nella partita di andata (1-0), hanno ottenuto vittorie importanti come quella a Padova (3-4) ed in casa contro la Reggiana (2-0). Sono invece stati beffati due volte nel finale dal Parma, perdendo 2-4 nella partita di andata al Bottecchia e 3-2 nel match di ritorno di due settimane fa. Le altre sconfitte sono arrivate in trasferta con Bassano (2-0), Sudtirol (3-1) e Gubbio (1-0).

Determinante nella classifica dei friulani è stato il periodo no vissuto nel mese di ottobre, con 2 soli punti conquistati in 4 partite, che avevano momentaneamente allontanato i neroverdi dal gruppo di testa.

I ramarri vantano il miglior attacco del girone (nonostante una partita da recuperare) con 43 gol realizzati. Il miglior marcatore è Arma, che guida la classifica cannonieri a quota 13 con Mancuso della Sambenedettese, seguono poi Berrettoni con 6 reti e Cattaneo con 5.

ULTIMA PARTITA

Pordenone – Maceratese 2-1

Reti: 15’ Semenzato (P); 57’ Quadri su rigore (M), 79’ De Agostini (P).

Pordenone (4-3-1-2): Tomei; Semenzato, Marchi, Ingegneri, De Agostini; Suciu, Burrai, Misuraca; Cattaneo (38’ st Bulevardi); Berrettoni (47’ st Parodi) , Arma. All. Tedino.

ROSA

Portieri: 1 Matteo Tomei (1984), 12 Marco D’Arsiè (1993).

Difensori: 11 Daniel Semenzato (1987), 2 Eros Pellegrini (1990), 4 Mirko Stefani (1984), 5 Andrea Ingegneri (1992), 3 Michele De Agostini (1983), 15 Giulio Parodi (1997), 13 Paolo Marchi (1991), 18 Claudio Zappa (1997).

Centrocampisti: 26 Gianvito Misuraca (1990), 16 Luca Cattaneo (1989), 6 Sergio Suciu (1990), 20 Matteo Buratto (1994), 8 Salvatore Burrai (1987), 21 Matteo Gerbaudo (1995), 27 Danilo Bulevardi (1995), 17 Luca Salamon (1998).

Attaccanti: 9 Rachid Arma (1985), 23 Stefano Pietribiasi (1985), 10 Emanuele Berrettoni (1981), 14 Riccardo Martignago (1991), Stefano Padovan (1994).

LO STADIO

Il velodromo Ottavio Bottecchia, intitolato all’omonimo ciclista antifascista trovato morto misteriosamente nel 1927 a lato della strada di Peonis, in Friuli, è lo stadio di Pordenone. La struttura, edificata con il finanziamento di capitali privati venne inaugurata nel 1926, dotata sin da subito della caratteristica pista ovale con le curve sopraevlevate, due le tribune per una capienza complessiva di 3.000 spettatori. La tribuna principale, situata a Sud, è completamente coperta e sotto le gradinate ospita i locali tecnico-logistici dell’impianto (spogliatoi, sala stampa, magazzini). Opposta ad essa vi è un’altra tribuna, scoperta, parzialmente dedicata alle tifoserie ospiti. Non ci sono curve.

COME ARRIVARE

Chi non usufruirà del bus messo a disposizione da VeneziaUnited può raggiungere Pordenone in treno (qui gli orari) o con mezzi propri: dalla tangenziale di Mestre si prende l’autostrada A27 in direzione Belluno fino a Conegliano, quindi imboccheremo il bivio per l’autostrada A28 in direzione Portogruaro. Usciti all’uscita Porcia, si segue via Repolle (quindi via dei Laghi) in direzione Pordenone. Imboccata via Cartiera sulla destra, quindi proseguiremo lungo via Tessitura ed alla rotonda prenderemo l’uscita in via Cappuccini. Proseguendo lungo via Cappuccini fino all’incrocio con via San Vito e girando a sinistra, quindi alla successiva strada a destra eccoci in via dello Stadio. Il velodromo/stadio Ottavio Bottecchia si trova al civico 6 di via dello stadio.