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La prossima avversaria: andiamo alla scoperta del TERAMO CALCIO 1913

Andiamo a conoscere storia, curiosità e schema tattico del TERAMO, avversaria degli arancioneroverdi per la nona giornata del girone di ritorno del campionato di Lega Pro girone B 2016/17

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STORIA

TeramostemmaIl calcio a Teramo fa la sua comparsa nel 1913 con un’amichevole in piazza giocata tra giovanotti locali, ma per la fondazione della prima A.S. Teramo, dai colori giallo-rossi, bisogna attendere il 1929. Dopo aver disputato un campionato abruzzese, l’attività agonistica è nuovamente sospesa è la società è rimpiazzata dalla A.S. Gran Sasso con i nuovi e definitivi colori bianco-rossi. La nuova associazione sale dalle categorie regionali alla Serie C fin prima dell’interruzione bellico, al cui termine, nel 1946, assume finalmente il nome Teramo per disputare nuovamente la Serie C. La terza categoria nazionale viene però mantenuta solo fino al 1948 inaugurando un quarto di secolo in cui il Teramo militerà esclusivamente in IV Serie (poi Serie D) e in Prima Categoria (poi Divisione) Abruzzese, fatta eccezione per una singola stagione in Serie C nel 1959-60 (chiusa all’ultimo posto). Gli anni migliori cominciano dal 1974 quando, col nuovo nome Teramo Calcio, i biancorossi conquistano la Serie C prima e la C1 poi mantenendola fino al 1988. Nel giro di due anni retrocede quindi prima in C2 e poi in Interregionale, ritrovando però il professionismo già nel 1994. Dopo sette stagioni chiuse sempre nella prima metà della classifica di C2, all’ottavo campionato in questa categoria il Teramo trionfa e approda in C1 e un anno dopo, nel 2003, sfiora addirittura la B perdendo i play-off promozione. Dal 2006 comincia una gestione fallimentare della società che porterà alla retrocessione in C2 al termine della stagione e, in quella successiva, alla bancarotta. Il nuovo club, che per un anno si chiamerà Real Teramo prima di tornare alla denominazione attuale, riparte dalla Promozione che vince immediatamente così come l’Eccellenza l’anno successivo; nel 2010-11, da “matricola” è arrivato secondo nel Girone F davanti al Rimini, poi promosso dopo i play-off eliminando, in finale di girone, proprio gli abruzzesi. L’anno seguente i biancorossi ottengono il ritorno tra i professionisti, vincendo il girone F della serie D. Dopo due buone stagioni nella Seconda Divisione di Lega Pro il Teramo ottiene l’ammissione alla Lega Pro unica e nel 2015 vince il girone B di Lega Pro. La promozione in serie B viene però revocata a fine agosto dalla giustizia sportiva per illeciti (con sentenza in secondo grado con responsabilità diretta del presidente Campitelli per aver concordato col Savona la decisiva vittoria per la promozione, alla penultima giornata), ed i biancorossi sono costretti a ripartire dalla Lega Pro (con 6 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3). Nella stagione 2015-16, il Teramo ha ottenuto l’ottava posizione in classifica del girone B di Lega Pro.

PRECEDENTI

I precedenti prefusione contro il Teramo risalgono alle stagioni 1980-81 e 1981-82, anno in cui biancorossi, neroverdi e arancioneri militavano nel girone B del campionato di Serie C2. Per i neroverdi il bilancio è di due vittorie (entrambe al Penzo), un pareggio e una sconfitta. Arancioneri e biancorossi invece si equivalgono nei risultati, con due pareggi (a Teramo) ed una vittoria per parte.

Dopo il 1987 l’unica volta che Unione è Teramo si sono sfidate è il 26 maggio 2012 a Gubbio, nella finale valida per lo Scudetto di Serie D vinta dagli arancionervordi laureatisi Campioni d’Italia Dilettanti per 3-2 con reti di Oliveira, Zubin ed Essousi.

Nella partita di andata di questa stagione, disputata lo scorso 15 ottobre 2016 al Penzo, gli arancioneroverdi hanno vinto conto i biancorossi per 3-1, con doppietta di Geijo e rete di Fabris, dopo essere momentaneamente andati in svantaggio con il gol di Ilari.

CURIOSITÀ

– Il Teramo è stato avversario dell’Unione nella finale valida per lo Scudetto di Serie D il 26 maggio 2012 a Gubbio, vinta dagli arancioneroverdi laureatisi Campioni d’Italia Dilettanti per 3-2 con reti di Oliveira, Zubin ed Essousi.

– Nonostante la fondazione del club sia del 1929, la comparsa del calcio a Teramo si rimanda sempre al 15 luglio 1913, anno in cui venne giocata la prima amichevole in Piazza d’Armi tra giovani locali.

– Il Teramo, in virtù della tradizionale casacca rossa indossata a partire dal 1931, è chiamato dai suoi tifosi “il diavolo”.

– Il vecchio stadio Comunale di Teramo, in “pensione” dal 2008, è al centro di una strenua campagna per la sua salvaguardia, organizzata da tifosi e cittadini che non vogliono vederlo abbattuto.

– Nella stagione 1968/69 la società biancorossa precipitata in Prima Categoria (allora massimo livello calcistico regionale) si fonde con il Gruppo Sportivo Interamnia, secondo club cittadino: l’unione delle forze segna la rinascita del calcio teramano.

– La rivalità più sentita dai tifosi è certamente quella con il Giulianova: la prima sfida risale al 26 dicembre 1929 e vide fronteggiarsi i giuliesi, in casacca blu, ed i teramani, curiosamente in casacca giallorossa, i colori successivamente adottati dai rivali. Con 119 incontri Giulianova-Teramo è il derby abruzzese maggiormente disputato in competizioni nazionali, per questo è definito il derby d’Abruzzo.

– Nel Teramo gioca Simone Sales, difensore che ha militato in arancioneroverde nella stagione 2014-15, collezionando 30 presenze.

ALLENATORE E SCHEMA TATTICO

La stagione del Teramo era iniziata con in panchina mister Lamberto Zauri, ma dopo le prime quattro giornate con un solo punto conquistato la società ha deciso di sollevare dall’incarico sia il tecnico che il direttore sportivo.

Dal 15 settembre 2016 è quindi stato chiamato alla guida del Teramo Federico Nofri, barese classe 1970, che aveva conquistato la scorsa stagione la promozione in Lega Pro e lo Scudetto di serie D con la Viterbese.

Federico Nofri è stato poi esonerato dopo la sconfitta interna contro la Maceratese del 7 dicembre. Era stato quindi richiamato in panchina Lamberto Zauli, il quale però è stato esonerato per la seconda volta dopo la sconfitta maturata il 13 febbraio scorso a Fano. In quell’occasione è stato esonerato anche il direttore sportivo Alec Bolla, che aveva preso il posto dell’ex ds Fabio Lupo, e che aveva deciso di richiamare in panchina Zauli dopo l’esonero di Nofri.

La panchina è stata quindi affidata a Guido Ugolotti, classe 1958, ex giocatore di ruolo attaccante, che nella passata stagione aveva guidato il Melfi in Lega Pro.

Nell’arco della stagione il Teramo ha adottato diversi moduli, passando dal 4-3-3 utilizzato nelle prime giornate da Zauli al 4-4-2 adottato da Nofri. Con il ritorno di Zauli la squadra era poi passata al 4-3-1-2, e nelle ultime due giornate con il nuovo tecnico Ugolotti la squadra è scesa in campo con il 4-2-31 contro il Sudtirol e con il 3-5-2 nelle ultime due uscite contro Pordenone e Padova.

Con il mercato invernale il Teramo ha cambiato diversi interpreti, effettuando diverse operazioni in entrata ed in uscita in tutti i ruoli.

IL CAMMINO IN CAMPIONATO

Campionato difficile quello del Teramo, che nonostante i molti cambi in panchina e tra i giocatori con il mercato invernale, non è riuscito a trovare continuità di risultati e si trova in zona play out.

Gli abruzzesi si trovano in sedicesima posizione in classifica, con 24 punti conquistati in 27 giornate, ottenuti con 5 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte. I 3 punti sono arrivati contro Fano, a Gubbio, con l’Ancona, a Forlì e contro il Pordenone nel recupero della 22esima giornata disputato lo scorso 22 febbraio. Da segnalare anche i pareggi strappati nel girone di andata contro il Padova e a Parma, contro le due inseguitrici dell’Unione.

Il Teramo ha finora realizzato 28 reti, subendone 36. I migliori marcatori sono l’attaccante Sansovini con 7 centri, seguito da Barbuti che ne ha realizzate 1 con il Teramo e 4 con la Lumezzane, prima del trasferimento in Abruzzo con la sessione invernale del calciomercato.

ULTIMA PARTITA

Padova – Teramo 1-0 (27′ st Dettori)

TERAMO CALCIO: 30 Narciso, 5 Altobelli, 6 Speranza, 7 Di Paolantonio, 9 Barbuti, 10 Sansovini (13°st 11 Petrella), 15 Karkalis, 16 Ilari, 18 Amadio (11°st 26 Baccolo), 19 Scipioni (30°st 27 Tempesti), 23 Caidi.

A disp.: 22 Calore, 14 Camilleri, 17 Masocco, 20 Carraro, 21 Frantangelo, 28 Sales. Allenatore: Ugolotti

ROSA

Portieri: 1 Paolo Branduani (1989), 22 Tomasch Calore (1997), 30 Antonio Narciso (1980), 12 Edoardo Selva (1999).

Difensori: 6 Ivan Speranza (1985), 23 Nebil Caidi (1988), 3 Raffaele Imparato (1986), 15 Francesco Karkalis (1995), 19 Stefano Scipioni (1987), 5 Mattia Altobelli (1995), 14 Vincenzo Camilleri (1992), 28 Simone Sales (1988), 2 Samuel Di Renzo (1999).

Centrocampisti: 7 Alessandro di Paolantonio (1992), 18 Stefano Amadio (1989), 20 Federico Carraro (1992), 4 Mirco Spighi (1990), 16 Carlo Ilari (1991), 26 Pietro Baccolo (1990), 8 Alessio Palladini (1999), 24 Giorgio Mantini (1998), 25 Lorenzo Cesarini (1998), 17 Yuri Masocco (1996).

Attaccanti: 27 Lorenzo Tempesti (1994), 11 Mirco Petrella (1993), 9 Riccardo Barbuti (1992), 10 Marco Sansovini (1980), 21 Alessandro Fratangelo (1988), 29 Luca Fabrizi (1998).

LO STADIO

Per tutti i teramani, tifosi e non, lo Stadio cittadino resta il Comunale: dal 1929, anno della fondazione del club, al 2008 il Teramo ha sempre giocato le proprie gare casalinghe nel “vecchio” Stadio Comunale di circonvallazione Spalato. L’impianto venne infatti inaugurato il 29 agosto 1929 dall’allora sindaco Nanni, e vide la sua prima partita ufficiale il 27 ottobre con l’incontro di calcio Teramo Calcio-Osimana vinta dalla squadra di casa per 2-1. Alla sua dismissione, per contrastare i progetti di abbattimento, si è costituito il comitato popolare “Giù le mani dal Comunale” che, fermata ogni ipotesi di abbattimento, si batte per la conservazione, la tutela ed il riuso della struttura sportiva tanto amata dai teramani.

La tana del diavolo, la casa del Teramo oggi è il Nuovo Comunale di Piano d’Accio (ora Gaetano Bonolis) inaugurato nel 2008: l’impianto è stato costruito ad est della città nella zona industriale lungo la statale per il mare e conta una capienza di circa 13.000 spettatori (ma l’omologazione attuale permette di ospitarne 7.500). L’impianto è in gestione ad una società privata che lo affitta al club biancorosso.

Lo stadio, che ricalca la pianta all’inglese del vecchio impianto con quattro distinte gradinate a ridosso del terreno di gioco, si compone di quattro settori: la Curva Sud, cuore del tifo locale dopo il trasferimento dalla storica Gradinata Est del vecchio stadio, la Tribuna Ovest, unico settore coperto, la dirimipettaia Tribuna Est  e la Curva Nord destinata ai tifosi ospiti. Dal 2014 lo stadio è intitolato a Gaetano Bonolis, storico medico sociale del club scomparso nel 2013.

Nel novembre del 2015 sono stati effettuati lavori di adeguamento per la promozione del Teramo in serie B (poi revocata a tavolino) che hanno riguardato l’adeguamento dei locali del controllo antidoping, la nuova illuminazione sul campo da gioco e l’installazione di panchine suppletive, la realizzazione di un nuovo sistema di videosorveglianza digitalizzato, un impianto di diffusione sonora verso l’esterno, l’adeguamento dell´area stampa, l’installazione dei tornelli e un ingresso separato ai parcheggi per gli ospiti.