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La prossima avversaria: andiamo alla scoperta dell’AC LUMEZZANE

Andiamo a conoscere storia, curiosità e schema tattico del LUMEZZANE, avversaria degli arancioneroverdi per la sesta giornata del girone di ritorno del campionato di Lega Pro girone B 2016/17

sito ufficiale

STORIA

ac-lumezzaneL’Associazione Calcio Lumezzane (abbreviato Lume per tradizione e convenienze giornalistiche) è una società relativamente giovane, fondata nel non lontano 1946 dall’imprenditore lumezzanese Ferruccio Gnutti. Si tratta della maggiore espressione calcistica dell’area della Valgobbia, nelle prealpi della provincia di Brescia. Dopo nove stagioni spese per lo più in serie dilettantistiche contro squadre periferiche bresciane, nella stagione 1954-55 il Lumezzane ottenne la fatidica promozione che consentì il passaggio in quarta categoria al cospetto di avversari storicamente più importanti quali Verona, Ravenna, Mantova, Fidenza e Carpi. Fu l’ultimo momentaneo barlume di luce del club valgobbino poiché gli alti costi di gestione, lo scarso entusiasmo e attaccamento del pubblico – con il capoluogo Brescia distante solo una ventina di chilometri – portarono alla sparizione dei rossoblu, da sempre adottati a colori sociali. La seconda e attuale vita del Lumezzane, vide la luce grazie a don Federico Guerini: parroco della città e appassionato di calcio, il quale iscrisse la squadra al campionato di terza categoria ottenendo subito una promozione. Una nuova fiammella di speranza che appassionò a tal punto la ricca imprenditoria locale – all’epoca in totale espansione in Valle – da arrivare al professionismo nell’anno 1988 con presidente Carlo Bonomi e allenatore Oreste Tortello. Seguirono altre nove stagioni di Serie C2 prima di ottenere la storica promozione diretta in Serie C1, il 15 maggio 1997 grazie ad un pareggio per 1-1 contro il Cittadella: eroe del gol promozione l’ala destra cremasca Claudio Salvi, con in plancia di comando mister Piero Trainini.

Il segreto dei risultati a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ottenuti da questa cittadina di soli 24mila abitanti, sono riconducibili ad un’ottima organizzazione del tessuto imprenditoriale della Valgobbia. Investimenti contenuti, ma attuati da tantissimi imprenditori appassionati al club simbolo della propria zona: una prima sorta di forma di Public Company, sebbene non organizzata in tali termini. Il Lumezzane non ha mai raggiunto la Serie B, pur andandoci vicino in ben due finali playoff entrambe perse in modo grottesco.

La prima nel giugno 1999 quando i sogni si infransero ad opera della Pistoiese: nell’incontro decisivo vinto 2-1 dagli arancioni, il portiere rossoblu Marco Borghetto fu costretto alla sostituzione per lo scoppio di una bomba carta nei pressi della propria area piccola. Il ricorso al giudice sportivo non portò alla ripetizione del match né alla vittoria a tavolino, ma parve beffardo che nella stagione successiva tra i cadetti i pistoiesi partirono con una penalizzazione di -4 in classifica proprio per tale evento. Passata la presidenza a Bortolo Pozzi (in futuro poi vice-presidente del Brescia e uomo faro della Spal) ancora peggio fu la finale-gazzarra contro il Cesena, dove al Comunale di Lumezzane andò in scena un’autentica rissa con aggressione fisica di giocatori e staff tecnico dei romagnoli agli atleti bresciani (rei di aver festeggiato una rete provocando la panchina avversaria) tali da comportare il ricovero immediato di Pietro Strada e la successiva sospensione per tre anni comminata all’allenatore cesenate Fabrizio Castori, più una raffica di giornate di squalifica a giocatori valgobbini e romagnoli. Andò in Serie B il Cesena vittorioso 2-1 ai supplementari (1-1 al Manuzzi), ma la delusione della dirigenza lumezzanese per l’ennesimo sopruso comportò un grande ridimensionamento delle ambizioni societarie fino alla retrocessione in Serie C2 ai playout contro la Sambenedettese (stagione 2005-06, dopo nove stagioni consecutive in C1).

Il resto è storia recente, con la nuova promozione in C1 nel 2007-08 grazie alla vittoria nella finale playoff contro i trentini del Mezzocorona – tecnico Leonardo Menichini, per moltissimi anni secondo di Carlo Mazzone a Perugia e Brescia – i successivi e tranquilli campionati di Lega Pro I Divisione – sotto la presidenza Renzo Cavagna – con in più una grossa soddisfazione, la vittoria del primo trofeo della storia del Lumezzane: la Coppa Italia di Lega Pro vinta ai danni del Cosenza (1-1 in Calabria e 4-1 a Lumezzane, ma dopo aver eliminato pure Hellas Verona e Varese) alzata nella stagione 2010 dall’amatissimo capitan Davide Nicola, poi tecnico degli stessi valgobbini e del Livorno in Serie A. Nelle ultime stagioni il Lumezzane ha sempre ottenuto un piazzamento a metà classifica in Lega Pro, salvo nella stagione 2014-15 in cui la salvezza è arrivata ai play out ai danni della Pro Patria. Nell’ultima stagione i rossoblu hanno chiuso il campionato al 13esimo posto del girone A di Lega Pro.

PRECEDENTI

Nella propria storia Unione e Lumezzane, oltre alla sfida dell’ andata al Penzo, si sono incrociate solo sei volte, di cui quattro tra il 2013 ed il 2015, nelle due stagioni precedenti all’ultimo fallimento. La doppia sfida della stagione 2013-14 ha visto la gara di andata (giocata a Portogruaro) vinta 5-3 dagli arancioneroverdi (marcatori Di Bari, Maracchi, Giorico, Cori e Calamai), con successo bissato nel match di ritorno (2-1 al Tullio Saleri il 12 gennaio 2014, con gol di Bocalon e Lancini). L’anno succesivo, la prima vittoria dei rossoblu valgobbini, con il 3-2 dell’andata (Marino e Bellazzini a segno per gli arancioneroverdi) e pareggio per 1-1 (gol di Guerra per l’Unione) al ritorno al Penzo. In precedenza ci sono stati solo i due incroci in occasione del campionato 2008-09, dove gli arancioneroverdi ottennero una salvezza ai playout contro la Pro Sesto vanificata dalla scellerata conduzione economica dei fratelli Ugo e Arrigo Poletti. Fu un duplice pareggio: 1-1 a Sant’Elena (8^ giornata, 19-10-2008, gol di Momentè) e 0-0 al Comunale (25^ giornata, 15-03-2009) entrambe con allenatore Michele Serena.

Nella partita di andata di questa stagione, disputata il 24 settembre 2016 allo stadio Penzo, l’Unione ha battuto il Lumezzane per 2-0 con reti arancioneroverdi di Ferrari ed autogol di Allegra.

Il bilancio totale è quindi di tre vittorie arancioneroverdi, tre pareggi ed un successo rossoblu.

CURIOSITÀ

– La serie C è la massima serie in cui il Lumezzane ha militato nell’arco della sua storia.

– I colori rossoblu sono stati adottati dalla fondazione del 1946 su suggerimento di uno dei soci fondatori, Mario Zanchigiani, tifoso del Genoa.

– Lo stemma della squadra è lo stemma comunale, al quale è stata aggiunta una fascia trasversale in alto, con la dicitura A.C. Lumezzane.

– Evans Soligo ha militato nella Lumezzane per due stagioni, dal 2000 al 2002, disputando il campionato di serie C1.

ALLENATORE E SCHEMA TATTICO

Ad inizio stagione l’allenatore del Lumezzane era Antonio Filippini (nato a Brescia il 3 luglio 1973), ex giocatore che ha militato in serie A negli anni ’90 e 2000, giocando spesso in squadra con il fratello gemello Emanuele. Di ruolo centrocampista, Filippini ha trascorso oltre dieci anni della sua carriera nella squadra della sua città, Brescia, dove ha giocato anche nella formazione giovanile. Filippini era stato chiamato alla Lumezzane a febbraio 2016 e nei pochi mesi a disposizione riesce a portare la squadra rossoblu alla salvezza, evitando i play out di Lega Pro. In questa sua seconda stagione con i rossoblu è stato però esonerato dopo l’ottava giornata: fatale è stata la sconfitta esterna per 2-0 contro il Santarcangelo.

Alla guida del Lumezzane è stato quindi chiamato Luciano De Paola (classe ’61), ex calciatore che ha militato anche in serie A negli anni ’90. De Paola dopo il ritiro del 1999 ha iniziato la carriera di allenatore, guidando diverse squadre in serie D, con anche un’apparizione in Lega Pro all’Arezzo nel 2007-08. De Paola la scorsa stagione ha vinto i play off di serie D alla guida del Lecco, ma successivamente non era stato confermato nella panchina dei bluceleste lombardi. De Luca schiera i suoi uomini con il 4-3-3, stesso modulo adottato precedentemente da Filippini.

De Luca con il mercato invernale può contare su diversi innesti per la sua squadra: in porta è stato preso in prestito dal Cagliari il giovane Carboni, con Furlan che è passato al Monopoli.In difesa gli innesti sono stati Tulhao dal Trapani e D’Alessandro da San Marco Juventina, con Raucci passato al Bisceglie, Federico Brusacà alla Lucchese e Rapisarda alla Sambenedettese. Sempre dalla Sambenedettese è arrivato Zappacosta, che con Marcello Quinto (dal Foggia) ha rafforzato il centrocampo. Se ne sono andati a centrocampo l’ex arancioneroverde Calamai, passato al Cosenza, e Genevier trasferitosi alla Reggiana. Molti i cambiamenti anche in attacco, con Barbuti passato al Teramo e Vito Leonetti alla URBS Reggina. I nuovi attaccanti sono invece Tommaso Lella arrivato dalla Giana Erminio, Lorenzo Musto dal Bologna, Fabio Oggiano dalla Regigna ed Emanuele Marra dal Novara, che nel girone di andata ha giocato con il Pro Piacenza.

IL CAMMINO IN CAMPIONATO

Il Lumezzane occupa il diciassettesimo posto in classifica, con 22 punti ottenuti in 24 partite disputate. Gli uomini di De Luca hanno ottenuto 5 vittorie, 7 pareggi e 12 sconfitte, e non sono mai riusciti ad abbandonare la zona bassa della classifica. Dopo un avvio negativo con 8 punti in 8 partite, che ha portato all’esonero di Filippini, la squadra non è riuscita ad invertire la tendenza, alternando molti risultati negativi a diversi pareggi e qualche sconfitta. Tra la 17esima e la 20esima giornata i rossoblu hanno trovato un filone positivo, con due vittorie e due pareggi in quattro partite, che è stato però vanificato dalle ultime 4 sconfitte consecutive (l’ultima mercoledì per 1-0 contro il Gubbio). Contro le prime della classe i bresciani sono riusciti a far punti contro il Bassano all’andata (vittoria per 2-1) e con Reggiana e Padova (due pareggi 0-0).

Nonostante la posizione in classifica, il Lumezzane ha subito solo 22 gol (uno in meno dell’Unione che guida la classifica con il Padova), ma ne hanno segnati solo 12. Il miglior marcatore è Bacio Terracino con 4 reti, a pari merito con Barbuti, ceduto nel mercato di gennaio.

ULTIMA PARTITA

GUBBIO – LUMEZZANE 1-0

Marcatori: 29′ Ferretti (G).
Lumezzane (4-3-3): Pasotti; Allegra (37′ Varas), Tagliani, Sorbo, Bonomo; Arrigoni, Quinto, Gentile; Bacio Terracino (71′ Speziale), Lella (56′ Musto), Russini. A disp.: Carboni, Bagatini Marotti, Marra, Rizzi, Leonetti, Padulano, Zappacosta, Oggiano. All.: Luciano De Paola.

ROSA

Portieri: 22 Werther Carboni (1996), 12 Gianmarco Fiory (1990), 1 Alessandro Pasotti (1996).

Difensori: 24 Massimiliano Tagliani (1989), 6 Federico Sordo (1991), 2 Luciano Bonomo (1992), 6 Federico Sorbo (1991), 14 Emanuele Allegra (1994), 23 Giangiacomo Magnani (1995), 3 Tulhao (1995), 27 Matteo D’Alessandro (1989) .

Centrocampisti: 17 Kevin Varas Marcillo (1993), 4 Tommaso Arrigoni (1994), 20 Antonio Gentile (1993), 26 Giacomo Zappacosta (1988), 5 Marcello Quinto (1985).

Attaccanti: 8 David Speziale (1994), 11 Antonio Bacio Terracino (1992), 21 Fabio Padulano (1994), 18 Simone Russini (1996), 7 Tommaso Lella (1988), 9 Lorenzo Musto (1996), 10 Emanuele Marra (1995), 30 Fabio Oggiano (1985).

LO STADIO

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Il Nuovo stadio Comunale di Lumezzane, intitolato a Tullio Saleri, gloria calcistica locale, dal 27 ottobre 2013, è entrato in uso solo nel 1988, in concomitanza con la stagione calcistica che ha portato per la prima volta tra i professionisti la squadra rossoblu. Ha capienza di circa 4.200 ed è ubicato nella frazione Pieve della città; un po’ scomodo per quanto concerne parcheggi e allacciamento logistico poiché incastonato in Valle. L’impianto è suggestivo, composto solo da due settori senza alcuna curva, ma con una pista d’atletica annessa: un settore ospiti a raso col terreno di gioco tipo parterre, più un settore locali imponente in altezza di cui le montagne sembrano essere il suo naturale proseguimento. Molto particolare poi la mancanza di una facciata della tribuna principale incassata nel fianco della collina, il cui ingresso, che ricorda quello di un bunker, è situato quasi all’altezza della copertura. Acustica molto rumorosa, dove anche il minimo coro viene ampliato in modo sensibile per la eco provocato da vallata e montagne. In passato, proprio per queste difficoltà nel reperire uno spazio adeguato a campionati semi-professionistici, il Lumezzane fu costretto a giocare in piccoli impianti di Brescia a 20 km dal paese dove i valgobbini avevano sede e campo d’allenamento. Il primissimo campo sportivo dai tempi della fondazione post conflitto mondiale era chiamato “Rossaghe”, idoneo comunque solo per le stagioni in campionati dilettantistici.

lumezzane stadio 2

COME ARRIVARE

Lo stadio della Lumezzane è ubicato nella frazione Pieve della città; un po’ scomodo per quanto concerne parcheggi e allacciamento logistico poiché incastonato in Valle: è necessario anche percorrere un paio di tornanti per arrivarci. È raggiungibile dall’autostrada con uscita Brescia Ovest, seguendo poi indicazioni dapprima Stadio – Ospedale – Val Trompia, di seguito Concesio, Villa Carcina e Lumezzane.