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La prossima avversaria: andiamo alla scoperta dell’AC PADOVA

Andiamo a conoscere storia, curiosità e schema tattico del PADOVA, avversaria degli arancioneroverdi per la quindicesima giornata del girone di ritorno del campionato di Lega Pro girone B 2016/17

sito ufficiale

STORIA

padovaL’Associazione Calcio Padova è stata fondata nel 1910, e fin dalla nascita i colori sociali del club sono stati il rosso ed il bianco, che riprendono lo stemma cittadino con croce rossa su sfondo bianco.

Nei primi anni della sua storia vive subito dei buoni periodi, con stagioni positive soprattutto nel primo dopoguerra disputate nella massima serie.

Dopo la retrocessione tra i cadetti del 1934 passa un decennio prima di rivedere i biancoscudati in serie A: vi fanno infatti ritorno nel 1948, e nella fine degli anni ’50 vivranno delle ottime stagioni arrivando anche al terzo posto in classifica nel 1958, guidati dall’allenatore Nereo Rocco.

La retrocessione in serie B del 1962 è seguita da una successiva in serie C nel 1969, ed il Padova milita nella terza serie per 10 anni, scendendo anche in serie C2 alla fine degli anni ’70. Dopo due stagioni in C2 c’è subito la risalita in serie C1, e negli anni ’80 si alternano stagioni tra serie B e serie C1, fino alla definitiva promozione tra i cadetti del 1987. Passano sette anni di serie B, fino al 1994, anno dell’ultima e storica promozione in serie A dopo lo spareggio contro il Cesena. Da neopromossa il Padova riesce a conquistarsi la permanenza in serie A per il secondo anno consecutivo dopo aver vinto lo spareggio ai rigori contro il Genoa, ma nel 1996 i biancoscudati sono costretti a salutare la massima serie dopo l’ultimo posto in classifica.

Da allora inizia un declino che porta il Padova dalla serie A alla serie C2 in solo 4 anni. Con il cambio societario la squadra riesce a reagire e a riconquistare subito la promozione in C1 che disputa piazzandosi sempre nella parte sinistra della classifica fino al 2009, anno della promozione in serie B dopo la vittoria ai play off contro la Pro Patria. Le due stagioni seguenti in serie B sono vissute all’opposto: nella prima conquista la salvezza ai play out contro la Triestina nell’anno del centenario, la successiva invece è sconfitta alla finale play off dal Novara. Nel 2014 la squadra retrocede in Lega Pro e nell’estate subisce il fallimento dopo la mancata iscrizione.

Viene costituita ad hoc una compagine per dare continuità sportiva alla storica società cittadina (Biancoscudati Padova), che riparte dalla serie D ed al primo anno conquista subito la promozione in Lega Pro. Nella stagione 2015/16 i biancoscudati, che nel frattempo sono tornati alla denominazione di Calcio Padova, hanno conquistato il quinto posto nel girone A di Lega Pro.

PRECEDENTI

Al Penzo ritorna il derby con il Padova dopo 7 anni di assenza: arancioneroverdi e biancoscudati non si affrontano infatti dalla stagione 2008-09.

Nella loro storia Unione e Padova si sono sfidate in campionato per 16 volte: 10 nei campionati di serie B negli anni ’90 (l’ultima nel 1997-98 prima della nostra promozione in serie A) e altre 6 volte nei campionati di serie C1 della seconda metà degli anni 2000, nel periodo compreso tra il primo ed il secondo fallimento dell’Unione. Il bilancio è a favore del Padova, con gli arancioneroverdi che vantano 3 vittorie (tutte al Penzo), 7 pareggi e 6 sconfitte.

Padova e Unione si sono sfidate anche nel primo turno del girone di Coppa Italia di Lega Pro il 19 agosto 2007 a Padova, partita terminata zero a zero.

L’ultima vittoria degli arancioneroverdi al Penzo risale al 3 marzo 2008, con una rimonta per 2-1 firmata da Veronese e Antenucci. Nell’ultimo precedente in laguna invece hanno avuto la meglio i biancoscudati, vincendo per 1-0 il primo marzo 2009 con gol di Varricchio.

Prima della fusione numerosi i precedenti tra neroverdi e biancoscudati, che si sono sfidati complessivamente per 56 volte: la prima volta nella stagione 1909-10 e l’ultima nel 1981. Il derby si è giocato in tutte le categorie, comprese due doppie sfide in serie A nel 1949-50 e nel 1961-62. Il bilancio è di 20 vittorie per i neroverdi, 14 pareggi, e 22 vittorie per i biancoscudati. Arancioneri e biancoscudati si sono sfidati invece 12 volte, per due stagioni negli anni ’40 e le restanti tra i primi anni ’70 ed i primi anni ’80. Il bilancio è di 4 vittorie per gli arancioneri, 2 pareggi e 6 vittorie per il Padova.

Nella partita di andata di questa stagione l’Unione è uscita sconfitta per 3-1 nel posticipo della 15esima giornata disputato il 28 novembre al Penzo, con iniziale autorete di De Risio e poi reti padovane di Dettori, Russo e Neto Pereira.

In questa stagione Unione e Padova si sono affrontate anche in Coppa Italia di Lega Pro, con pareggio per 1-1 all’andata all’Euganeo il 22 febbraio (Ferrari e Mazocco) e vittoria per gli arancioneroverdi 3-1 al ritorno al Penzo (doppietta di Fabiano, Stulac e De Cenco) l’8 marzo.

CURIOSITÀ

– Fin dalla nascita dell’A.C. Padova nel 1910 i colori sociali sono stati quelli dello scudo cittadino, con croce rossa su sfondo bianco.

– Nelle stagioni 1949-50 e 161-62 Venezia e Padova si sono affrontate in serie A: il bilancio è però a favore dei biancoscudati, con 2 sconfitte del Venezia e 2 pareggi.

– L’allenatore del Padova Oscar Brevi da giocatore ha militato in arancioneroverde nel 2007-08 assieme al fratello Ezio, collezionando 28 presenze ed 1 gol.

– L’ultima volta che Unione e Padova si sono sfidate prima di questa stagione, il primo marzo 2009, Alex Pederzoli era in campo con maglia biancoscudata. Anche Facchin e Bentivoglio in passato hanno giocato nel Padova, rispettivamente nella stagione 2008-09 e 2012-13.

– Memorabile è l’esultanza di Davide Scantamburlo nel precedente allo stadio Euganeo della stagione 2007-08: dopo il momentaneo 1-0 Scanta ha infatti corso verso la curva arancioneroverde mimando una gallina.

ALLENATORE E SCHEMA TATTICO

L’allenatore dei biancoscudati è Oscar Brevi, ex difensore centrale classe 1967 con alle spalle dei trascorsi in arancioneroverde. Brevi ha esordito da calciatore con la Gallaratese ad inizio anni ’90, e dopo aver transitato per diverse squadre lombardi nel 2000 è passato al Como, con cui ha disputato la serie A nella stagione 2002-03. È passato poi al Palermo, Ascoli e Torino, in cui è diventato il capitano dal 2005 al 2007. Nella stagione 2007-08 approda all’Unione insieme al fratello centrocampista Ezio, collezionando 28 presenze con 1 gol all’attivo. L’anno seguente chiude la carriera da giocatore al Como, che lo aveva lanciato in serie A.

Subito dopo il ritiro inizia la carriera da allenatore al Como, affiancato prima da Ottavio Strano e poi da Carlo Garavaglia. Nel 2011 passa alla Cremonese e raggiunge i play-off per la serie B, ma all’inizio della stagione successiva viene esonerato. La stagione successiva riparte da Catanzaro, ed anche qua conquista i play-off (finale), ma non viene confermato a fine stagione. Nel 2014 passa alla Spal ma l’esperienza a Ferrara dura solo qualche mese e viene esonerato prima di Natale per i cattivi risultati conseguiti. Anche l’esperienza successiva dura poco: dopo aver accettato l’offerta della Torres a luglio 2015, si dimette ad agosto per motivi personali. Ad ottobre dello stesso anno è chiamato alla guida del Rimini, ma nel gennaio successivo viene esonerato a seguito di una sconfitta, con la squadra in zona play out.

Da giugno 2016 è allenatore del Padova che in questa stagione ha sempre schierato con il 3-5-2.

IL CAMMINO IN CAMPIONATO

I biancoscudati dopo una partenza non facile con solo 2 vittorie nelle prime otto giornate, sono stati assoluti protagonisti di questa stagione, raggiungendo al vertice della classifica l’Unione ed il Parma e lottando con queste due fino alla fine per la promozione.

Gli uomini di Oscar Brevi hanno conquistato 62 punti in 33 partite, con 18 vittorie, 8 pareggi e 7 sconfitte. I biancoscudati, che si trovano attualmente al terzo posto in classifica a 12 lunghezze dall’Unione, tra le mura amiche hanno vinto 10 partite, con 4 pareggi e due sole sconfitte, subite contro il Pordenone (3-4) e contro il Parma (1-2) nell’ultimo turno di campionato.

I biancorossi sono reduci da due sconfitte consecutive, subite contro la FeralpiSalò (2-1) domenica scorsa e come detto contro il Parma (1-2), che hanno portato i punti di distanza dall’Unione da 6 a 12.

Prima di questo doppio stop, la squadra di Brevi era reduce da 9 nove risultati utili consecutivi, con 2 pareggi e ben 7 vittorie da fine gennaio a fine marzo.

I biancoscudati hanno finora realizzato 46 reti, subendone 26 (seconda miglior difesa dopo l’Unione, che ha incassato 25 gol). Il miglior marcatore è Altinier, con 12 centri in campionato, seguito dal difensore Russo a quota 7.

ULTIMA PARTITA

Padova – Parma 1-2 (1′ Baraye, 34′ Calaiò, 88′ Mandorlini (PD))

PADOVA (3-5-2): Bindi; Sbraga, Emerson, Cappelletti; Madonna, De Risio (31′ st Mazzocco), Mandorlini, Dettori, Favalli; Neto Pereira (31′ pt De Cenco), Altinier (19′ st Alfageme).

A disposizione: Favaro, Russo, Boniotti, Monteleone, Tentardini, Gaiola, Bobb. All. Brevi

ROSA

Portieri: 1 Giacomo Bindi (1987), 22 Alessandro Favaro (1995), 34 Cristian Iakob (1997).

Difensori: 3 Alessandro Favalli (1992), 13 Andrea Sbraga (1992), 19 Michele Russo (1986), 23 Daniel Cappelletti (1991), 20 Alberto Boniotti (1995), 16 Nicola Madonna (1986), 25 Emerson (1980), 2 Alberto Tentardini (1996), 15 Davide Monteleone (1995).

Centrocampisti: 4 Luca Berardocco (1991), 5 Francesco Dettori (1983), 6 Matteo Mandorlini (1988), 8 Carlo De Risio (1991), 18 Davide Mazzocco (1995), 11 Yusupha Bobb (1996), 7 Tommaso Fantacci (1997), 17 Riccardo Gaiola (1996), 36 Alessio Bertaso (1998).

Attaccanti: 33 Caio De Cenco (1989), 9 Cristian Altinier (1983), 21 Luis Alfageme (1984), 10 Neto Pereira (1979).

LO STADIO

Lo Stadio del Padova, quello con la esse maiuscola, è certamente l’Appiani, altrimenti noto come “fossa dei leoni”, ma la culla del calcio biancoscudato è stato il campo Belzoni, oggi intitolato alla memoria dell’ex calciatore di Padova, Torino e Venezia, Walter Petron. L’impianto situato al Portello ha visto l’esordio dei biancoscudati che, il 20 febbraio 1910, affrontarono in amichevole l’Hellas Verona. L’ACP resterà in questa struttura fino al 1916, prima di trasferirsi allo “Stadium”, oggi velodromo Monti. L’impianto, inaugurato il 12 febbraio 1916 (con la partita Padova-Verona finita 4-0) ospiterà le partite casalinghe del Padova fino al 1923, anno in cui la squadra padovana passerà all’Appiani edificato proprio a fianco al velodromo. Il nuovo stadio comunale, voluto fortemente dall’amministrazione cittadina che ne delibera la costruzione nell’agosto 1921, verrà inaugurato il 19 ottobre 1924, con la partita Padova-Andrea Doria, vinta dai biancoscudati per 6-1.

Gradinate “sghembe” e tribune addossate al campo, un fascino retrò da stadio all’ inglese con quella tettoia della tribuna che fa tanto Craven Cottage (stadio del Fulham, ndr), la curva ospiti divisa in due dalla “casetta”, l’impianto di via Carducci, dedicato sin dall’inizio alla memoria di Silvio Appiani, talento biancoscudato morto nel 1915 nelle trincee carsoline, è il custode dell’anima vera del calcio a Padova. Per settant’anni i biancoscudati ne hanno fatto la loro casa e anche noi, ripensando ai primi tre derby giocati dall’Unione ad inizio anni novanta, non possiamo che rimpiangere quell’atmosfera di passione che vi si respirava. Memorabile per i tifosi arancioneroverdi il ricordo della prima sfida all’Appiani (5 aprile 1992) con due treni speciali che trasportarono nella città del Santo oltre 2500 supporters che stiparono all’inverosimile la curva sud dell’impianto.

Ma tant’è… con la scusa dell’inadeguatezza venezia@padova91-921strutturale e della serie A da giocare in un nuovo impianto all’altezza, nel 1994 l’Appiani viene pensionato per il nuovo Euganeo, uno stadio “nato male” (i lavori iniziarono nel 1989 e terminarono solo nel 1999 con numerose modifiche rispetto al progetto originario), che mai ha scaldato i cuori del popolo biancoscudato. Tanto il vecchio stadio aveva le gradinate a ridosso del terreno di gioco, tanto il nuovo le ha lontane, con le curve, scoperte e basse rispetto ai corpi delle due tribune principali, separate dal campo dalla pista di atletica e da una ulteriore fascia di venezia@padova91-92

terreno. Isolato, lontano e poco raggiungibile dal centro, a differenza del vecchio Appiani, l’Euganeo è la casa mai amata dai tifosi padovani che per anni ne hanno chiesto una ristrutturazione in senso esclusivamente calcistico o il trasferimento del club in un altro impianto cittadino. E proprio quando il discusso progetto Patavium Arena, promosso dal sindaco Bitonci per la ristrutturazione dello stadio Plebiscito (quello del Petrarca rugby) per farlo diventare la nuova casa dei biancoscudati, sembrava pronto a partire, la crisi della giunta con le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali e la caduta del primo cittadino ha rimesso tutto in discussione e, per adesso (inteso come qualche anno almeno) i supporters biancoscudati dovranno continuare ad accomodarsi sui freddi gradoni dell’Euganeo.

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Lo stadio si compone di quattro distinte gradinate: le due tribune principali, coperte e a due ordini di posti, sono lunghe circa 140 metri, le due curve, scoperte e distanti più di 20 metri dal bordo della pista di atletica, sono alte come il primo ordine di posti delle tribune. All’esterno gli accessi, tra collinette, ponti, grigie pareti liscie e altissime inferriate, danno più l’idea di una fortezza di cemento che di uno stadio in un insieme di triste e malriuscito esempio di come non dovrebbe essere un impianto sportivo moderno. La capienza ufficiale sarebbe di 32.420 posti a sedere, così suddivisi:

  • Poltrone: 591
  • Tribuna Ovest: 7.047
  • Tribuna Est: 7.950
  • Gradinata Ovest: 5.056
  • Gradinata Est: 5.056
  • Curva Sud locali: 3.318
  • Curva Nord ospiti: 3.318
  • Tribuna Stampa: 84

Secondo il sito ufficiale del club biancoscudato, la capienza ridotta a 8.000 per la corrente stagione, è stata aumentata a 11.500 spettatori per il derby.