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La prossima avversaria: andiamo alla scoperta dell’US ANCONA 1905

Andiamo a conoscere storia, curiosità e schema tattico dell’ANCONA, avversaria degli arancioneroverdi per la quinta giornata del girone di ritorno del campionato di Lega Pro girone B 2016/17

sito ufficiale

STORIA

ancona1905L’odierna Unione Sportiva Ancona 1905 è la legittima erede della storica “Unione Sportiva Anconitana” fondata nel 1905. Fallita una prima volta nel 2004 e, definitivamente nel 2010, ne ha raccolto l’eredità l’ex Società Sportiva Piano San Lazzaro. Dalla fondazione fino al 1982 l’Ancona, passata attraverso numerose fusioni con altre realtà cittadine ha adottato la denominazione “Unione Sportiva Anconitana”: con la promozione in C1, conquistata quell’anno assieme al Mestre, si scelse di dare alla squadra il nome della città. I colori biancorossi si rifanno a quelli del Liverpool (di cui si innamorò il fondatore del club) e sono temporaneamente mutati soltanto negli anni ’30 quando a seguito della fusione con la Stamura prima e con l’Emilio Bianchi poi, divennero prima azzurri e poi giallorossi.

Ancona piccola Liverpool: la diffusione del calcio nella città di Ancona è legata alla presenza in città di marinai inglesi, che hanno “importato” questo sport già diffuso in Inghilterra, ed al fondatore Pietro Recchi, che vedendo giocare il Liverpool durante una trasferta per lavoro oltremanica si innamorò di questo sport e fondò la squadra di calcio nella sua città. L’Ancona trascorre i primi decenni della propria storia nella Prima Divisione, alternando partecipazioni al campionato “Sud” ad altre nel campionato “Nord”. A metà anni ’30 approda alla serie C, serie in cui milita per diverse stagioni, con sporadiche apparizioni al campionato di serie B. Gli anni ’50 sono segnati dalla retrocessione in serie D, campionato in cui i biancorossi militano fino al 1958, anno del ritorno in serie C. Da allora l’Ancona disputa fino alla fine degli anni ’80 il campionato di serie C (poi diviso in serie C2 e serie C1), con nel mezzo qualche stagione in serie D. Nel 1988 avviene la promozione in serie B, e dopo quattro stagioni tra i cadetti i biancorossi conquistano nel 1992 una storica promozione in serie A. La massima serie dura però solo un anno, e nel 1993 la squadra biancorossa retrocede nuovamente in serie B. Nel 1993 l’Ancona va vicino alla conquista della Coppa Italia: i biancorossi arrivano in finale contro la Sampdoria, ma sono costretti a piegarsi di fronte ai blucerchiati di Gullit, Mancini e Platt, pareggiando 0-0 in casa e perdendo 6-1 a Marassi. Passano quindi un decennio tra serie B e serie C1, con un ritorno in serie B nel 2000 così descritto dal sito ufficiale dell’Ancona Calcio (www.ancona1905.it) e da Wikipedia: “L’11 giugno 2000 andò in scena allo stadio Curi di Perugia la finale play-off tra i dorici e gli “odiati” cugini dell’Ascoli, una partita assolutamente vietata ai deboli di cuore. La partita si concluse a reti inviolate nei 90′ regolamentari, quindi si andò ai supplementari. L’Ascoli si portò in vantaggio al minuto 100 (primo tempo supplementare) facendo sprofondare all’inferno i tifosi e la squadra dorica, ma il bello doveva ancora venire. Infatti al 118′ del secondo tempo supplementare, a soli 2′ dalla fine della partita, l’Ancona trovò un incredibile pareggio ad opera di un giovane attaccante per di più anconetano d.o.c., Mirko Ventura. I tifosi dorici esplosero dalla gioia e al fischio finale iniziò la grande festa biancorossa. (Ancona promossa per miglior piazzamento in classifica ottenuto nell’arco del campionato)”.

Nella stagione 2002-03 i dorici conquistano un’altra storica promozione in serie A, ma la stagione nella massima serie è deludente nonostante una rosa con nomi importanti: la squadra conquista solo 13 punti nell’arco dell’anno, ed a fine stagione è nuovamente retrocessa in serie B.

Gli eccessivi sforzi economici sostenuti dalla società guidata da Ermanno Pieroni, non accompagnati dai risultati sul campo, sono fatali e portano l’Ancona al fallimento nell’estate 2004.

Venne fondata una nuova società, Associazione Calcio Ancona, guidata dalla famiglia Schiavoni, che grazie al lodo Petrucci poté ripartire dalla serie C2.

Seguono anni travagliati, anche dal punto di vista societario, in cui si susseguono diversi presidenti. La squadra ottiene il ripescaggio in serie C1 nel 2006 e nel 2008 con la vittoria ai playoff contro il Taranto conquista la serie B. Dopo due stagioni tra i bassifondi della cadetteria (nel 2009 si salva vincendo i playout contro il Rimini), nell’estate 2010 c’è il secondo fallimento, in cui la società viene esclusa dai campionati professionistici per inadempienze finanziarie, e successivamente radiata.

Il calcio cittadino riprende vita grazie al sindaco Fiorello Garmillano ed alla squadra locale “Società Sportiva Piano San Lazzaro” militante in Eccellenza, che prende nome dall’omonimo quartiere cittadino. Al Piano San Lazzaro viene cambiata denominazione in “S.S.D. Unione Sportiva Ancona 1905”, e permette quindi alla squadra biancorossa di ripartire dal campionato di Eccellenza. Fondamentale in questo passaggio è il ruolo di Sosteniamolancona, supporter trust dei tifosi dorici costituito per rappresentare appunto i tifosi biancorossi, ai quali, durante un’assemblea pubblica del 6 agosto 2010, viene riconosciuto un ruolo attivo all’interno della neonata compagine.

Mediante la collaborazione tra il sindaco Garmillano, l’associazione Sosteniamolancona ed il presidente della squadra Marinelli, nella città marchigiana si è riusciti ad intraprendere un nuovo modello di calcio con i tifosi rappresentati all’interno della governance: da agosto 2011 infatti mediante la società “US Ancona 1905 srl partecipata dai tifosi” appositamente costituita, Sosteniamolancona è diventata subito proprietaria del 2% dell’Ancona Calcio, garantendosi la rappresentanza nel CDA con la presenza di 2 amministratori eletti ogni 2 anni dai soci, i quali, come indicato nel sito internet dell’associazione www.sosteniamolancona,.it: “svolgono attività di controllo e garanzia come previsto e determinato dallo statuto della società con diritti particolari su materie specifiche (marchio, colori sociali, garanzie su cessione) di particolare interesse e sensibilità per i tifosi che considerano la società di calcio Ancona patrimonio della città, e loro stessi come patrimonio della società”.

Questo approccio lungimirante, che mira alla tutela ed alla responsabilizzazione dei tifosi e che nel suo piccolo anche Venezia United ha sempre cercato di intraprendere, ha portato dei buoni risultati sportivi: dopo la ripartenza dall’Eccellenza l’Ancona è infatti riuscita a risalire nel calcio professionistico, con la promozione nel 2011 in serie D e nel 2014 in Lega Pro. Nelle ultime due stagioni trascorse tra in Lega Pro hanno conquistato un sesto posto nel 2015 ed un quarto posto nel 2016, dimostrando appieno che fare calcio in un contesto di sviluppo sostenibile e di coinvolgimento attivo della tifoseria nella governance è possibile. L’anno scorso poi, l’uscita di scena di Marinelli che ha ceduto le sue quote a Sosteniamolancona, ha portato il Supporters Trust alla completa gestione del club fino alla scorsa estate, quando nuovi soci hanno affiancato i tifosi nella proprietà.

PRECEDENTI

Nelle sfide tra le due squadre cittadine ed l’Anconitana prima del 1987, il Venezia neroverde ha collezionato 14 i precedenti tra serie B e serie C, a partire da metà degli anni ’30. Il bilancio è di 3 vittorie per i neroverdi, 4 vittorie per l’Ancona e 7 pareggi. Con il Mestre/Mestrina invece 6 precedenti, con 2 vittorie per parte e 2 pareggi. L’ultimo confronto si giocò nella C2 1981/82 con dorici e mestrini impegnati nella volata finale a tre che portò i primi alla promozione diretta e i secondi allo spareggio di Modena con la Vigor Senigallia.

Quella con l’Ancona è una sfida diventata un appuntamento (quasi) fisso tra gli anni ’90 ed i primi 2000, stagioni in cui l’Unione ha militato in serie B. Tra arancioneroverdi e biancorossi sono 16 i precedenti, tra campionato e Coppa Italia, con un bilancio di 6 vittorie per l’Unione (tre in casa e tre in trasferta), 6 per i dorici (di cui quattro nel capoluogo marchigiano) e 4 pareggi (tre dei quali al Penzo). Sfortunata fu la doppia sfida in Coppa nella stagione 1993/94: gli arancioneroverdi, dopo aver eliminato Juventus e Fiorentina, cedettero nei quarti di finale ai biancorossi (0-0 al Penzo il 6 gennaio, 0-2 al Conero il 27 gennaio) che arriveranno fino alla finale, perduta contro la Samp.

Prima di questa stagione, l’ultima volta che l’Unione aveva giocato contro l’Ancona era la stagione 2002-03, e l’Unione era uscita sconfitta da entrambe le partite: 2-4 (doppietta di Poggi su rigore) al Penzo e 2-1 (gol di Fantini su rigore) allo stadio del Conero.

Nella partita di andata di questa stagione disputata il 17 settembre 2016 allo Stadio del Conero, l’Unione era riuscita ad imporsi per 1-0 con gol nella ripresa di Marsura, in una partita che aveva visto tirare fuori all’arbitro per ben 5 volte il cartellino rosso (gli espulsi sono stati Garofalo, Baldanzeddu, Moreo e mister Inzaghi per gli arancioneroverdi e Momentè per i biancorossi).

CURIOSITÀ

– Nelle stagioni 1980-81 e 1981-82 l’Ancona era nello stesso girone di Venezia e Mestre nel campionato di serie C2, venendo alla fine promossa con gli arancioneri in C1.

– Evans Soligo era in campo per l’Unione l’ultima volta che abbiamo sfidato l’Ancona prima di questa stagione: era il 31 maggio 2003 nella 18esima giornata del girone di ritorno del campionato di serie B.

– Nella stagione 2002-03 che l’Ancona ha trascorso in serie A, tra gli attaccanti in rosa era presente Paolo Poggi che ha collezionato 9 presenze con i biancorossi.

– L’allenatore Fabio Brini ha già conquistato una promozione in serie B con l’Ancona, nella stagione 1999-00.

– Matteo Momentè, attaccante dell’Ancona, ha militato nell’Unione nella seconda metà della stagione 2006-07 e nel 2008-09.

– L’Ancona è stata la prima squadra professionistica italiana di proprietà dei tifosi, tramite l’associazione “Sosteniamolancona”.

ALLENATORE E SCHEMA TATTICO

L’Allenatore dell’Ancona è Fabio Brini, nato a Porto Sant’Elpidio il 1 maggio 1957, ex giocatore di ruolo portiere che ha giocato anche in serie A con Ascoli, Udinese.

Dopo il ritiro Brini ha iniziato ad allenare nel 1995, prima il Montegiorgese (squadra dilettante) e poi ha ricoperto il ruolo di viceallenatore all’Ancona. In oltre 20 anni di carriera Brini si è seduto in numerose panchine di serie B e serie C. Le squadre che ha guidato sono Foggia, Ancona, Taranto, Ternana, Martina Franca, Salernitana, Pergocrema, Carpi, Benevento, Pavia ed ora di nuovo Ancona. Nella sua carriera Brini ha conquistato due promozioni in serie B, proprio con l’Ancona nel 2000 e con il Carpi nel 2013. È stato richiamato all’Ancona (dopo averlo già allenato come vice dal 1996 al 1998 e come allenatore dal 1999 al 2002) nell’estate 2016, sostituendo il vecchio mister Giovanni Cornacchini.

Brini dopo aver schierato inizialmente il 4-2-3-1, da fine novembre è passato al 4-3-3.

Con il mercato invernale mister Brini può contare su diversi nuovi volti per il suo Ancona: fa ritorno nelle Marche il difensore Alessandro Da Lio, rientrante dall’esperienza a Siracusa, mentre in Sicilia sono andati il difensore Emanuele Malerba ed l’attaccante Elio De Silvestro. A centrocampo il volto nuovo è Leandro Vitiello (svincolato nella prima parte della stagione), che compensa numericamente l’uscita di Marko Djuric, passato al Cesena. In attacco sono arrivate le punte Stefano Del Sante dalla Juve Stabia e Michele Paolucci dal Catania, mentre l’esterno di sinistra Davide Montagnoli è passato al Castelfidardo.

IL CAMMINO IN CAMPIONATO

L’Ancona ha finora conquistato 23 punti in altrettante partite, e si trova al momento al 15esimo posto in classifica. I marchigiani hanno conquistato 5 vittorie (di cui 4 allo stadio del Conero), 8 pareggi (6 quelli lontano dalle mura amiche) e 10 sconfitte, 6 in casa e 4 in trasferta. Le vittorie degli uomini di Brini sono state ottenute contro Modena, Albinoleffe e Reggiana per 1-0, contro il Parma per 2-1 e a San Benedetto del Tronto per 0-1. Paradossalmente i biancorossi hanno perciò ottenuto i migliori risultati con squadre meglio piazzate in classifica (ad eccezione della vittoria sul Modena). Da segnalare anche i pareggi contro Pordenone (0-0), Padova (2-2) e FeralpiSalò (0-0).

Gli uomini di Brini si trovano in zona play out, ad un solo punto di vantaggio dal Modena che occupa la sedicesima posizione; sono pertanto alla ricerca di punti fondamentali per la salvezza. I marchigiani hanno finora segnato 16 gol e ne hanno subiti 25. I migliori marcatori sono l’ala sinistra Frediani con 5 gol e l’attaccante Sam con 3.

ULTIMA PARTITA

Ancona – Maceratese 0-1 (44’ st Quadri rig.)

ANCONA: 1 Scuffia, 4 Vitiello, 6 Kostadinovic, 7 Frediani (36’ st 15 Bariti), 10 Agyei, 16 Daffara, 17 Moi (Cap), 23 Momentè, 26 Zampa (46’ st 20 Ndiaye), 27 Forgacs, 18 Paolucci (29’ st 21 Del Sante) (A disp. 12 Anacoura, 2 Barilaro, 5 Gelonese, 8 Bambozzi, 25 Ascani, 28 Bartoli)

Allenatore: Fabio Brini

ROSA

Portieri: 1 Tommaso Scuffia (1991), 12 Andrea Rossini (1990).

Difensori: 17 Davide Moi (1985), 27 David Forgacs (1995), 2 Aurelio Barilaro (1994), 13 Luca Ricci (1989), 16 Manuel Daffara (1989), 6 Peter Kostadinovic (1992), 19 Carlo Tassoni (1994), 28 Nicola Bartoli (1996), Alessandro Di Dio (1993).

Centrocampisti: 10 Daniel Kofi Agyei (1992), 26 Enrico Zampa (1992), 21 Simone Battaglia (1995), 8 Lorenzo Bambozzi (1994), 5 Luca Gelonese (1995), 25 Francesco Papa (1995), 29 Edoardo Ascani (1998), 25 Francesco Papa (1995), 30 Nicola Bellucci, 31 Simone Farinelli (1997), 4 Leandro Vitiello (1985).

Attaccanti: 7 Marco Frediani (1994), 9 Luca Cognigni (1991), 15 Davide Bariti (1991), 20 Falou Samb (1997), 23 Matteo Momentè (1987), 24 Davide Voltan (1995), 18 Michele Paolucci (1986), 21 Stefano Del Sante (1987).

LO STADIO

Risultati immagini per stadio doricoDal 1931 al 1992 le partite casalinghe dell’Ancona si sono disputate allo stadio Dorico, ricavato da un vecchio di tiro a segno. Situato in viale della Vittoria, lo stadio Dorico ha ospitato l’Unione nella stagione 1991-92 di serie B, con partita persa dagli arancioneroverdi per 2-1. Amato, dai tifosi locali, e temuto da quelli ospiti, il Dorico era una vera e propria fossa dei leoni. Tuttora il club e il supporters trust lo utilizzano per eventi e presentazioni.

Negli anni novanta il Dorico, tuttavia, va in pensione e l’Ancona si trasferisce in un nuovo impianto: lo stadio del Conero, situato ai piedi del monte dal quale prende il nome, in località Passo Varano.

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Costruito nel 1992 con la promozione in serie A, è ricavato all’interno di una collina artificiale con gli spalti affossati e avvolti intorno al terreno di gioco. Nel corso di questi vent’anni ha subito dei cambiamenti e degli ampliamenti che hanno portato ad una capienza massima di oltre 23.000 spettatori. Attualmente la capienza è stata ridotta a 14.295 posti, suddivisi nei quattro settori di tribuna, gradinata, curva nord (locali) e curva sud (tifosi ospiti).

COME ARRIVARE

Lo stadio del Conero di Ancona si trova all’estremo margine meridionale del comune di Ancona, in località Passo Varano, una delle storiche fortificazioni che difendevano la città dorica. Per raggiungerlo, da Venezia bisogna imboccare l’autostrada A4 in direzione Padova, quindi prendere il bivio dell’A13 in direzione Bologna da Padova Zonda Industriale. Proseguire lungo la A13 fino a Bologna, e quindi imboccare l’autostrada Adriatica A14. Percorrere l’autostrada Adriatica fino all’uscita Ancona Sud/Osimo, e proseguire in direzione Ancona Centro/Porto/Numana, fino ad immettersi nella SS16, seguendo la al bivio la direzione Osimo/Offagna. Proseguire lungo la SS16 via Albertini fino all’incrocio con via Traversa, da imboccare sulla destra. Seguire via Traversa e quindi al bivio girare a sinistra in via Varano, e al bivio successivo imboccare a destra la Strada Provinciale Cameranese. Dalla strada Provinciale Cameranese lo stadio del Conero si trova a pochi metri, e per raggiungerlo bisogna imboccare la laterale successiva sulla destra.