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Tutto quello che c'è da sapere sul Venezia Football Club raccontato da VeneziaUnited

L’estate “americana” del VFC, in programma amichevole con il Detroit City FC

Con un comunicato stampa il VeneziaFC ha annunciato la data della sua prima amichevole internazionale. Gli arancioneroverdi a luglio voleranno a Detroit, negli USA (la città dove ha sede lo studio di architettura Rossetti), per affrontare la squadra locale, militante in NPSL, la quarta lega calcistica statunitense. Se la società del presidente Tacopina non mancherà di mettersi in mostra nel grande mercato americano degli investimenti sportivi, per i supporters arancioneroverdi potrebbe essere l’occasione di conoscere la creativa e, per molti versi, sorprendente realtà delle tifoserie nordamericane. Il DetroitCity FC, fondato nel 2012, infatti non vanta soltanto una onorevole storia sportiva (ha raggiunto due volte le semifinali ed una la finale del suo campionato) ma anche (come molte altre squadre americane) un invidiabile legame con la propria comunità: nato dalla volontà di un gruppo di appassionati, nel 2016 si è trasferito al Keyworth Stadium, impianto completamente ristrutturato con il lavoro ed i soldi dei tifosi che recentemente hanno espresso la loro totale avversione alla mutazione del DCFC, da vero e proprio “community club” in una franchigia professionistica per disputare la MLS, il massimo torneo nazionale. Di seguito il comunicato ufficiale del club di viale Ancona e due interessanti articoli che presentano la società “rouge and gold” ed i suoi tifosi. E chissà che a qualche ardimentoso tifoso arancioneroverde non venga la voglia di volare a Detroit questa estate…

A luglio l’amichevole internazionale con il Detroit City FC.

Venezia FC per la prima volta negli States.

Il Venezia FC vola negli States. Annunciata oggi l’amichevole internazionale che vedrà la squadra del presidente Joe Tacopina incontrare il Detroit City FC martedì 18 luglio 2017 alle ore 19.30 al Keyworth Stadium di Detroit.
I biglietti per la partita saranno in vendita a partire da martedì 23 maggio al costo di 15 $ sul sito del Detroit City FC (tickets.detcityfc.com).
Per il Detroit City FC sarà la seconda amichevole internazionale della stagione, mentre per il Venezia FC si tratterà della prima esperienza in tal senso.
“Siamo entusiasti di poter accogliere un grande club europeo come Venezia FC” – ha dichiarato Ben Pirmann, direttore generale DCFC. “Il Club ha una storia incredibile e un manager leggendario. Per il nostro club ospitare il Venezia FC al Keyworth Stadium rappresenta un’esperienza straordinarianon solo per la nostra comunità ma per il nostro sport in generale “.
“Il Venezia FC è entusiasta di giocare la sua prima partita in America contro il DCFC – ha dichiarato il presidente del Venezia FC Joe Tacopina. – Venezia è la città più bella e unica del mondo  e noi siamo orgogliosi di rappresentarla. Siamo il primo club italiano dopo 56 anni ad essere riuscito nell’impresa di passare dalla quarta alla seconda divisione in soli due anni. Ma il meglio deve ancora venire e l’amichevole con il DCFC è l’ennesima prova dell’appeal globale del nostro club.” 
Informazioni sul Detroit City FC:
Il Detroit City FC è membro della National Premier Soccer League dal 2012 ed è ad oggi una delle squadre più conosciute del Nord America. Nel 2016, IL Detroit City FC ha ultimato la più grande campagna di investimenti comunitari nella storia del Michigan per restaurare lo storico Keyworth Stadium. Ulteriori informazioni sul club su detcityfc.com
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Detroit City Football Club: il calcio come rinascita sociale dopo il fallimento della città

di Gianluca Pirovano

(da www.http://infoazionariatopopolarecalcio.blogspot.it e da www.iogiocopulito.ilfattoquotidiano.it)

Detroit è ancora oggi una città divisa a metà. Spaccata tra la voglia di ripartire, una frizzante vita culturale, il rock, un cuore che nonostante tutto continua a battere, e quella condanna che non si riesce a mandare via fatta di enormi sacche di povertà e disagio sociale, interiquartieri abbandonati e degradati.

Quando nel 2012 cinque detroiter decisero di dare vita al Detroit City Football Club la crisi non era ancora al suo culmine, che arriverà nel luglio dell’anno successivo con la dichiarazione di fallimentoda parte del governatore Snyder, ma già affliggeva gran parte del tessuto sociale.

L’obiettivo non era quindi quello di fondare una semplice squadra di calcio ma di creare un simbolo capace di dare lustro alla città e soprattutto di rafforzare attraverso lo sport il sentimento di una comunità sempre più sfilacciata.

“Passion for our city, passion for the game”. Passione per la nostra città, passione per il gioco, è il mottoche accompagna da sempre la squadra e che serve da manifesto per un progetto che utilizza il calcio come cassa di risonanza per obiettivi più nobili del semplice esito sportivo.

Ogni stagione il Detroit City dedica una giornata di campionato alla raccolta fondi per associazioni di beneficenza che operano nell’area urbana di Detroit. Sempre il Detroit City è stata la prima squadra nel panorama sportivo americano a schierarsi apertamente a favore delle battaglie della comunità LGBT.

La Northern Guard, il gruppo ultras al seguito del Detroit City, è la fondatrice del progetto Hooligans for Heroes che dal 2012, in collaborazione con il Wounded Warrior Project, si occupa di aiutare sotto l’aspetto economico, sociale, psicologico, i militari di ritorno dalle missioni.

Quello del Detroit City è quindi un progetto che può essere definito di filantropia sportiva ed ha toccato il 20 Maggio scorso uno dei punti più alti della propria storia.

In quella data, i Rouge hanno infatti giocato di fronte a 7.410 spettatori la loro prima partita al Keyworth Stadium.

Fin qui nulla di strano, non fosse che lo storico impianto di Hamtramck, sobborgo multietnico di Detroit, è stato completamente rinnovato grazie ad una raccolta fondi che ha superato ogni più rosea aspettativa battendo ogni record precedente.

detroitcity fans

Il crowdfounding organizzato dalla società ha infatti raggiunto l’inaspettata cifra di 741.250 dollari, permettendo di ridare vita ad uno stadio, inaugurato nel 1936 da Roosevelt e che versava in uno stato di sempre più preoccupante degrado.

Per i prossimi dieci anni lo stadio sarà lasciato in concessione al Detroit City che ha spiegato anche la scelta del Keyworth come nuova casa, per bocca di Todd Kropp, uno dei fondatori: “Avevamo bisogno di uno stadio più grande e abbiamo scelto il Keyworth perché è in un quartiere storico e affamato di calcio. Le differenze etniche di Hamtramck sono poi quel qualcosa in più che ci sta bene addosso”.

Il successo, per certi versi inaspettato, del progetto Detroit City ha attirato l’attenzione della MLS che vorrebbe aprire le porte del professionismo alla Motown.

La Federazione americana ha infatti annunciato di voler allargare il massimo campionato di calcioamericano entro il 2020 dalle attuali 20 a 28 franchigie.

Per questo motivo sembra si siano già attivati Dan Gilbert e Tom Gores, entrambi miliardari del mondo dello sport, proprietari fra le altre cose della franchigia NBA dei Detroit Pistons, per studiare la fattibilità della creazione di una squadra a Detroit.

La prospettiva del professionismo non sembra però convincere i tifosi del Detroit City.

Già in altre città, come Cincinnati ed Atlanta, l’arrivo di una nuova franchigia e l’avvento del professionismo hanno ucciso progetti minori preesistenti.

In questo senso è lapidario il commento di Drew Gentry, tra i fondatori della già citata Northern Guard: “Mi fido dei proprietari del club. Ovunque la mia squadra andrà, lì andrò io. Non ho bisogno di un’altra squadra. Io una squadra ce l’ho già”.

Più cauta invece la società.

David Dwaihy, tra i fondatori e proprietari del club, ha infatti sottolineato come: “Comprendo i timori dei tifosi ma sono certo che nei prossimi anni si troveranno soluzioni che faranno felici tutti. Ho sempre sostenuto l’idea di una squadra di calcio professionistica a Detroit e spero che la nostra crescita ci porti a diventare quella squadra. Quattro anni sono molto lunghi”.

“Qualsiasi cosa accada sono convinto non ci fermerà. Abbiamo dei tifosi che non mollano mai e qualsiasi siano gli sviluppi di questa storia, loro continueranno a tifarci” ha poi aggiunto.

Non resta quindi che attendere e vedere se il denaro riuscirà a comprarsi l’ennesima bella storia da raccontare.

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Detroit in MLS: i tifosi dicono no

(da www.mlssocceritalia.com)

Una delle città interessate alla prossima espansione della Major League Soccer (MLS) fino a 28 squadre annunciata da Don Garber è Detroit. Gilbert e Gores, ricchi proprietari di due team NBA (Pistons e Cavaliers) hanno stuzzicato le corde giuste e, dopo aver individuato un’area adatta al nuovo eventuale stadio, la città del Michigan dopo aver dichiarato fallimento nel 2013 è pronta a dare una forte spinta alla rinascita attraverso il calcio. Ma non tutti sono d’accordo, non i tifosi almeno che di avere la MLS nelle proprie strade non sembrano essere troppi felici.

A Detroit, infatti, gioca il Detroit City FC, squadra semi-professionistica che partecipa alla National Premier League Soccer. Secondo alcuni rappresentanti della Northern Guard, gruppo di tifosi che sostiene la squadra e si autofinanzia, l’arrivo della MLS in città spazzerebbe via tutto il lavoro fatto da loro per creare una comunità unita attorno alla squadra per lasciare spazio ai soldi, finti, della Major League. Un problema per chi, come loro, vedrebbe meglio un’integrazione tra i progetti ad oggi impensabile.

L’idea du Gilbert e Gores è quella infatti di creare da zero una società per la MLS e non di migliorare il Detroit City FC per portarlo a competere con le migliori franchigie nazionali. Una cosa inaccettabile per i tifosi più caldi che interpellati sull’argomento non hanno nascosto il loro disappunto. “Se questo progetto non riguarderà l’espansione della nostra squadra e gli attuali proprietari – ha dichiarato un esponente della NG – , non siamo interessati ad avere la MLS. Non supporteremo la nuova squadra e non andremo allo stadio. E’ un’opinione diffusa”. MLS sì dunque, ma solo se aiuterà a crescere l’attuale dimensione del Detroit City FC. Impossibile.

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Attaccati come gruppo e accusati di non volere il bene di Detroit e della squadra, la stessa Northern Group ha diramato un comunicato in cui spiegava ulteriormente la propria posizione: “Non siamo contrari alla crescita del DCFC – si legge -, amiamo il nostro club e l’abbiamo fatto crescere con orgoglio. Siamo contrari al fatto che il DCFC possa finire nel dimenticatoio, superati da una lega in cui i tifosi non contano e i soldi vengono dati a giocatori strapagati provenienti dall’Europa. Noi preferiamo il calcio giocato con passione. Non siamo hipster né snob, vogliamo il bene del nostro club e ci spendiamo dei soldi. Noi vogliamo la nostra squadra e crescere con essa. Quello che conta per noi, a prescindere dalla lega in cui giocheremo, è che venga usato il materiale che c’è in casa, che già abbiamo e curiamo con amore. Non vogliamo interventi esterni alla nostra realtà”….