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Non è questione di soldi ma di partecipazione… Idee per un crowdfunding condiviso

In merito alla proposta di “equity crowdfunding” lanciata dal presidente Tacopina (QUI alcune precisazioni sul tema)  che attraverso un sondaggio vuole sondare la disponibilità dei tifosi a sostenere i piani di sviluppo del centro sportivo comunale Taliercio in gestione al club arancioneroverde) il consiglio direttivo di VeneziaUnited, che aveva già presentato una articolata proposta di partecipazione attiva dei tifosi alla governance del club (QUI e QUI gli articoli sul tema) raccoglie la sfida del numero uno arancioneroverde invitando la società di viale Ancona a condividere con i tifosi le finalità dell’iniziativa. “Dai tifosi per i tifosi”, questo potrebbe essere il claim di una campagna di crowdfunding che metta al centro le proposte ed i bisogni della tifoseria per rendere (in attesa del nuovo impianto di Tessera) più accogliente ed attrattiva la nostra attuale Casa, lo stadio Pier Luigi Penzo:

 

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Equity crowdfunding: non ne facciamo una questione di soldi, vero?

No perché una società che si appresta a finanziare la costruzione del nuovo stadio e di tutte le opere accessorie che sono necessarie per rendere equilibrato l’investimento, per un valore che – ancor prima di conoscere il progetto di fattibilità e i dettagli tecnici – si può presumere sarà di diverse centinaia di milioni di Euro, questa stessa società non può andare a “mendicare qualche spicciolo” per finanziare le migliorie dell’impianto del Taliercio.

E allora il senso ci pare essere un altro: l’ennesima operazione di marketing per vendere in giro per il Mondo l’immagine della società di calcio di Venezia (best marketing value) che coinvolge i suoi tifosi.

Poi possiamo discutere fino a domani di questa strana modalità di coinvolgimento dei tifosi, purché nessuno possa dire che si tratta di “azionariato popolare” o di “azionariato diffuso” e men che meno di partecipazione attiva dei tifosi alle sorti del club – che a fronte del loro obolo ricevono una maglietta autografata: troppa grazia San Antonio!

Perché di partecipazione attiva dei tifosi, del loro coinvolgimento anche nella sottoscrizione di una parte, simbolica, del capitale sociale è qualche anno che ne parliamo e che proponiamo le modalità e le forme con le quali attuarla: ma ci siamo dovuti accontentare di un “non possumus” determinato da scenari finanziari, che hanno la caratteristica della complessità e in parte anche dell’oscurità, che la società ci ha opposto.

E allora se “colletta” (equity crowdfunding) deve essere che lo sia in maniera meno peregrina e più coinvolgente di tutta la tifoseria.

Rimanendo nell’ambito delle migliorie sembrerebbe più accattivante, più gratificante per i tifosi, destinare i fondi raccolti all’abbattimento delle barriere allo stadio PL Penzo.

Perché questo sì che sarebbe un progetto rivoluzionario (per quello che riguarda le abitudini italiane) anche se non del tutto innovativo (diversi sono gli esempi già messi in pratica in Italia) ma sicuramente “remunerativo” dello sforzo che i tifosi sono chiamati a fare per sostenere economicamente la Società.

E per rimanere nell’ambito del marketing avrebbe qualcosa di molto più forte da comunicare, duplicando il senso dell’operazione: “il coinvolgimento” – permetteteci di mantenere qualche riserva su questa parola in questo contesto – dei tifosi andrebbe a unirsi alla forza simbolica della realizzazione del Penzo “senza barriere”.

Così facendo ci si abituerebbe a costruire una cultura del rispetto e della tolleranza che verrebbe buona nel momento in cui ci si trasferirà nello Stadio Nuovo.

E perché non pensare alla copertura delle tribune ancora scoperte, che garantirebbero una migliore accoglienza per un Penzo che molti giudicano troppo scomodo?

Tanto al Penzo dovremo starci ancora qualche anno e renderlo migliore aiuta il contesto generale e aumenta la fidelizzazione dei tifosi.

Why not mr. President?