FBC Unione Venezia – Genova International 6-1

Cogollo del Cengio (VI) – La prima uscita amichevole della nuova stagione si conclude con sei reti all’attivo per l’Unione Venezia: a segno Lelj (doppietta), Vianello, Mazzeo, Zubin e Bisiol. Questi i giocatori arancioneroverdi scesi in campo nei due tempi:

Primo tempo (4-2-3-1): Russo; Falcier, Nicoletto, Vianello, Malacarne (35′ pt Cardin); Lelj, Nichele; Collauto, Mazzeo, Signori, Zubin.

Secondo tempo (4-2-3-1): Russo (20′ st Viteritti); Regolini, Buso, Pianu, Cardin; Casagrande, Rigoni; Borotto, Zubin (20′ st Mazzeo), Malagò; Bisiol.

Reti: 6′ pt Lelj, 28′ pt Lelj, 30′ pt Vianello, 44′ pt Mazzeo, 6′ st Zubin, 19′ st Sorrentino (GI), 38′ st Bisiol

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AZIONARIATO POPOLARE: LA PASSIONE DI UN TIFOSO SENZA PREZZO

da LEGGO del 28/07/2010

scritto da Valerio Mastrandrea

Che il calcio sia globalizzazione è ormai cosa nota. Lo è nei soldi che investe, nel potere che hanno le persone che ci lavorano, nelle ripercussioni che ha nella vita sociale: è specchio dei tempi. E in tempi come questi, dove il profitto conta più della media inglese, dove quotarsi in borsa ti impedisce di giocare con lo zemaniano 4-3-3…[leggi di più]

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GAZZETTINO DEL 26/07/2010

«Coinvolgere tutti»

Marangon chiama i piccoli imprenditori al fianco della società

«Se ognuno partecipa anche con una “goccia”si cresce»

Con molta franchezza, e non è difficile credergli, ammette che si sarebbe aspettato una chiamata «diversa» da parte del Venezia.
Nicola Marangon lo scorso anno ha lavorato come braccio destro di Paolo Favaretto (assieme nella foto piccola), poi, una volta che il tecnico mestrino non è stato riconfermato dalla società desiderosa di puntare su Enrico Cunico, l’ex esterno arancioneroverde ha declinato la proposta di allenare nel settore giovanile. Non per questo tuttavia, né per il suo nuovo ruolo di patron del Nettuno Lido (a quattro mani con Paolino Poggi), Marangon è meno coinvolto o aggiornato circa la quotidianità di un Venezia al cui fianco sta montando con una certa rapidità la sfida della public company VeneziaUnited.
«Rispetto a qualche anno fa oggi c’è molto meno scetticismo, forse perché la gente comincia a vedere i primi fatti come seguito alle parole e alle buone intenzioni. Dopodiché, senza presunzione, credo che anche il fatto di vedere volti noti come quelli di Mattia, Paolo (Collauto e Poggi, ndr), il mio e altri ancora che credono nel progetto possa risultare un incentivo a crederci tutti assieme».
Nel caso specifico VeneziaUnited sta cercando e ottenendo sostegno da ex calciatori che in città godono di una certa credibilità per la loro serietà, e amore per la maglia, dimostrati in campo.
«Dieci anni fa io ho avuto la fortuna di giocare in serie A nella squadra della mia città natale – ricorda con soddisfazione il trentanovenne Marangon – e quindi ho toccato con mano il momento più alto della storia recente del Venezia. Oggi è chiaro che la serie D non può che essere un punto di partenza: il proprietario Enrico Rigoni ha bisogno d’aiuto, è incredibile che nessuno si faccia avanti, ma questo trend con la public company può essere invertito. Quando qualche anno fa ho corso la maratona di New York, a Manhattan ho visto gente con la maglia del Venezia. Qualcosa vorrà pur dire, bisogna trasformare in un vantaggio il fatto di rappresentare una città tanto importante nel mondo».
Appesi gli scarpini al chiodo Nicola Marangon ha intrapreso anche un’attività commerciale in centro storico, quindi può tastare con cognizione di causa il polso dei suoi «colleghi».
«Il momento economico è quello che è, però ai piccoli-medi imprenditori non si chiede di investire nel Venezia Calcio il loro patrimonio. Si tratta piuttosto di cercare tutti quanti di mettere la propria goccia, il proprio mattone alla costruzione di un sogno che non è destinato a rimanere tale. Credo che tutti i veneziani in questo modo aderendo alla public company sentirebbero l’orgoglio di aver fatto qualcosina per la loro città. I fatti dimostrano che gli aiuti non arrivano dal cielo, bisogna andarseli a cercare e meritarseli con una proposta seria, mettendo in piedi una «squadra», un organico importante. VeneziaUnited lo è».
Con il Paolo&Nik Football Camp, nonché rilevando il Nettuno Lido, Marangon e Poggi stanno perseguendo un obiettivo ben chiaro.
«Vogliamo creare una bella realtà, qualcosa destinato ad avere un futuro, garantendolo ai bambini e ragazzi veneziani che devono poter giocare a calcio e crescere nella loro città. Per fare questo ci siamo affidati a persone serie e competenti come Renzo e Federica Ongaro, ad esempio. Noi ci crediamo, tutti dobbiamo crederci, perché anche Venezia ha qualcosa da dire e da insegnare».
Marco De Lazzari

L’INIZIATIVA DEI TIFOSI. Riuscita la festa di giovedì sera con i giocatori

In quattrocento con Venezia United

Lunedì 26 Luglio 2010,

Appena una ventina di giorni di fervore ma già 400 fedelissimi hanno detto sì a VeneziaUnited. Una crescita nemmeno tanto lenta e senza dubbio costante quella dell’omonima associazione che dal 1. luglio scorso sta operando per provare a garantire un futuro meno incerto al Venezia Calcio. La conferma di come stia montando l’interesse attorno all’azionariato popolare arancioneroverde, la si è avuta anche giovedì scorso in Campo Santa Margherita, dove anche una delegazione di calciatori lagunari ha partecipato alla festa organizzata affinché la squadra e l’associazione potessero di fatto augurarsi reciprocamente buona fortuna al via di una stagione 2010/11 determinante per entrambi. Alla serata hanno preso parte il capitano Mattia Collauto e altri due veneziani quali Pippo Vianello (doc) e Massimo Lotti (ormai d’adozione), ma anche volti nuovi quali l’attaccante Emil Zubin e il portiere Andrea Russo, due che l’ambiente lagunare hanno cominciato a respirarlo da meno di una settimana. Proprio Collauto e Vianello hanno ribadito il loro totale apprezzamento e sostegno alla public company, non senza lanciare un vero e proprio appello con il fine di stimolare i concittadini ad essere presenti ed impegnati per quel Venezia che «È la squadra della nostra città – hanno ricordato – Noi stessi continueremo ad amarla e a sostenerla anche e soprattutto quando concluderemo la nostra attività di calciatori».
Oltre che ai singoli tifosi e cittadini VeneziaUnited punta però a coinvolgere il tessuto della piccola-media impresa del centro storico e della terraferma. In questa precisa direzione l’associazione ha interpretato come benaugurante il sostegno di alcuni esercizi commerciali, come ad esempio il bar Dae Fie di Campo do Pozzi che per l’occasione ha regalato 20 chili di bigoli in salsa degustati dalla settantina di aficionados presenti alla serata. Nel complesso in circa tre settimane le adesioni a VeneziaUnited sono salite a quota 400, anche grazie al box-adesioni allestito in Campo Santa Margherita per distribuire depliant e opuscoli illustrativi ai passanti. A breve sottoscrizioni e versamenti a sostegno della public company saranno possibili anche on line sul sito www.veneziaunited.com, nonché attraverso i punti vendita nei club e presso vari sportelli bancari. (m.del.)
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CORRIERE DEL VENETO DEL 23/07/2010

Collauto, invito ai tifosi: “Comprate il Venezia”

Il Capitano lancia l’azionariato: sostengo l’idea

Corriere del Veneto

Corriere del Veneto

Andrea Saule. RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sogno Cavese

Stefano Faccendini, l’autore di questo bellissimo contributo, è nato a Tivoli nel 1969.
Laureato alla sapienza con una tesi suglia aspetti economici e geografici del calcio in Italia, è autore di articoli per numerose riviste sportive. Ha pubblicato “Noi siamo il Wimbledon”, “Tifosi ribelli” e “La trasferta”, libri che consigliamo di leggere perché attraverso il linguaggio di Stefano abbiamo una narrazione sul calcio, il nostro amato calcio, non conformista.
Un paio di anni fa contattai, sempre per conto di Supporters Direct, l’associazione “Lo Spezia Siamo Noi”. Sembrava una situazione ideale per vedere finalmente realizzato un progetto di trust in stile “britannico”…[leggi di più]

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