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Tessera del Tifoso – Si cambia

Dopo 7 anni di vita vissuta pericolosamente il Ministero degli Interni ha deciso che se ne potà fare a meno. La notizia è su tutti i giornali. Abbiamo scelto quella comparsa sulle pagine sportive nazionali del Gazzettino.

Vendita libera dei biglietti anche il giorno della gara ai tifosi ospiti, salvo restrizioni per ordine pubblico imposte dall’Osservatorio, abbonamenti liberi ma possibilità dei club di revocarli ai tifosi poco graditi, eliminazione dei mini-abbonamenti («voucher») e ritorno di megafoni e tamburi negli stadi. La tessera del tifoso va in pensione, la sua «evoluzione», come la definiscono al Viminale, in base al protocollo d’intesa siglato in Figc dalle componenti federali, dai ministeri dell’Interno e dello Sport e dal Coni, rappresenta un vero e proprio superamento dell’istituto di controllo e sicurezza più criticato dell’ultimo decennio.
Entrata in vigore dalla stagione 2010/11, 7 anni dopo la tessera del tifoso si avvia verso un processo che la vedrà trasformata in semplice carta fedeltà. O come specifica il capo dell’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive, Daniela Stradiotto, «uno strumento di marketing a servizio dei club». L’idea, nata alcuni mesi fa e portata avanti da tutti i soggetti protagonisti in diverse riunioni svolte al Viminale, nasce da una duplice conseguenza: il netto calo degli incidenti e degli arresti negli stadi negli ultimi anni ma anche il crollo delle presenze sugli spalti.
Dopo l’abbassamento delle tanto osteggiate barriere nelle curve dello stadio Olimpico di Roma, «ora facciamo concretamente un ulteriore passo in avanti per riportare allo stadio le famiglie, le giovani generazioni di appassionati, per sostenere quel senso di inclusione che lo sport favorisce», dice con convinzione il ministro dello Sport, Luca Lotti. Tutti concordi sul fatto che «lo stadio non può essere un luogo di paura ma di ritrovo», come spiega il presidente della Figc, Carlo Tavecchio.
«Le società ora saranno maggiormente responsabilizzate con professionalità costruite in maniera chirurgica – precisa il presidente del Coni Giovanni malagò -. Manca però ancora un pezzetto quello di completare la trasformazione dell’impiantistica sportiva delle società professionistiche». Invito raccolto prontamente dal ministro dell’Interno: «Oggi – le parole di Marco Minniti – è una giornata da segnare con il bollino rosso, il punto conclusione sarà l’ammodernamento delle strutture degli stadi: questo percorso deve arrivare lì».