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VeneziaFC vs Forlì, la partita di Bibì & Bibò

Il match di ieri al Penzo visto dall’inviato del Corriere del Veneto Dimitri Canello, secondo il quale la squadra di mister Inzaghi ha ampi margini di miglioramento visto che deve ancora crescere di condizione. Cronaca e dichiarazioni dei protagonisti di seguito:

Venezia, il primo ruggito

corven280816LegaPro La squadra di Inzaghi centra la vittoria al Penzo, in campo qualità e sostanza Decide un gol di Fabiano, condizione non al meglio ma il Forlì fa paura solo nel finale

di Dimitri Canello

Può migliorare, certamente non è stato impeccabile ma il Venezia di Superpippo Inzaghi mostra nei primi 90 minuti di gioco del campionato perché i bookmakers lo considerino fra i favoriti per il salto di categoria.

Segna un gol, poi conserva il vantaggio riducendo al minimo i ricami, traballa un po’ nel finale per una condizione che non può essere ancora ottimale, ma blinda il successo che apre la lunga rincorsa al primo posto. Il Forlì cade 1-0, Inzaghi urla e si sbraccia in panchina ma può essere più che soddisfatto dei suoi. Buona la prima in Coppa contro il Mantova, buona la prima in campionato. E non è un caso che esca lo stesso punteggio (1-0), sinonimo di solidità difensiva, nonostante l’assenza di Malomo e di capacità di capitalizzare al meglio le individualità. Appunti sparsi: il finale in sofferenza fa pensare, ma tutto sommato ci può stare quando il calendario segna il 27 agosto. Il centrocampo talvolta si specchia troppo su se stesso e tende a dimenticare che in Lega Pro serve corsa, l’attacco sta ritrovando un Ferrari in crescita, Fabiano è una certezza e Marsura va lasciato crescere in pace. Emozione per il minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto e quando il fratello di Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana vittima degli attentati al Bataclan, depone un mazzo di fiori con Tacopina e il dg Scibilia sotto il settore dello stadio dedicato alla ragazza.

Contro un Forlì che per forza di cose non può fare paura, per un tempo va (quasi) tutto liscio e alla fine è 1-0. C’è il gol di Fabiano, che al 22’ raccoglie a pochi passi dalla porta un perfetto invito a nozze di Ferrari, ci sono le occasioni (almeno quattro) e ci sono pure i sostituti di chi non c’è (Fabris, Baldanzeddu e Malomo) che vanno a gonfie vele. Il Venezia parte bene, costruisce diverse palle gol e sfrutta pure i calci d’angolo, come quando al 13’ Modolo costringe Turrin a un super intervento in tuffo. O come quando al 21’ Pederzoli finalizza una bella azione iniziata da Modolo, con sponda di Fabiano e tiro a incrociare che trova ancora un ottimo Turrin. Il vantaggio siglato da Fabiano toglie pressione al Venezia, che riesce a distendersi al meglio in un paio di circostanze. Ma che poi va in apnea nel finale di tempo: il Forlì torna a galla e ci prova.

Nella ripresa il Venezia continua a giocare discretamente, anche se cala d’intensità e i guai arrivano nel finale di partita. Sul taccuino una girata di Ferrari al 6’ a lato di poco, un tiro di Marsura al 17’ che si spegne a lato di poco e un errore di Fabiano, che sfiora il bis. Ma nel finale il Forlì fa paura, nonostante Inzaghi corra ai ripari togliendo in sequenza un grigio Tortori, Ferrari e Acquadro, lanciando nella mischia nei palpitanti minuti che accompagnano al triplice fischio l’esperienza di Soligo: l’arbitro annulla un gol per spinta di Bardelloni su Modolo, Facchin compie un miracolo ancora su Bardelloni (in posizione di offside, segnalato successivamente) e in qualche modo il tiene. Il Penzo esulta, Tacopina pure, sono tre punti che fanno bene al morale e alla classifica. Perché il Venezia, se davvero vuole la B, non dovrà sbagliare quasi nulla. La concorrenza non scherza, questo lo sanno bene in laguna.

Inzaghi: «Partita da chiudere 2-0 ma buoni spunti su cui lavorare»

Gioia, felicità e magari pure un sospiro di sollievo. Perché quel finale palpitante ha fatto un po’ penare i tifosi e anche Filippo Inzaghi. Applaudito, coccolato e accolto in campo e fuori da un’ovazione. Il grande protagonista è sempre lui, piaccia o no le attenzioni mediatiche che calamita dimostrano che la mossa di Joe Tacopina ha avuto l’effetto sperato. «Abbiamo sofferto un po’ negli ultimi quindici minuti — sospira Superpippo, che però ha il viso rilassato di chi si gode tre punti di platino — probabilmente avremmo dovuto chiudere prima la partita e invece, pur giocando a mio avviso bene, non abbiamo saputo piazzare il colpo del ko. Sono contento per queste due vittorie contro Mantova e Forlì ci danno morale, essere partiti bene anche in campionato ci regala grande consapevolezza e fiducia. Non dobbiamo mai dimenticare che lavoriamo assieme da appena 50 giorni e non possiamo essere al top. Però la prestazione è stata buona e questa è la cosa più importante». Marco Modolo adesso si candida pure a una maglia da titolare: «Sono molto contento per la vittoria — evidenzia il vicecapitano — ci è mancato solo un po’ di possesso palla negli ultimi minuti». Della vecchia guardia chi non tradisce mai è Gianni Fabiano, match winner e grande protagonista: «E’ bello segnare, ma credetemi che se non avessimo vinto non sarebbe servito a nulla e la gioia non sarebbe stata la stessa. Una vittoria importante, lavoriamo tanto per farci trovare pronti. Oggi è toccato a me, domani toccherà a un mio compagno. Era importante partire bene e lo abbiamo fatto».